Da un giovane cittadino, Alessandro Lasorsa, riceviamo e pubblichiamo uno scritto in cui l'utente descrive e prova a condividere, secondo il suo punto di vista, quanto accaduto dal 20 dicembre ad oggi, prefigurando anche la Trani che sarà.
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Come nello straordinario film di Tom Hanks, “Cast Away”, dove il protagonista nel periodo di massimo splendore lavorativo, mentre si trovava, per un viaggio di lavoro, su di un aereo diretto in Thailandia, precipitava improvvisamente in mare tentando successivamente un disperato salvataggio approdando su di un’isola sperduta, nell’attesa di soccorsi dal cielo; l’attuale situazione politico – amministrativa della nostra Città, piomba sempre più in basso nell’attesa di trovare terra ferma.
La nostra splendida “Urbis” che si colloca, come un noto scrittore contemporaneo recitava «Là dove l'Adriatico già promette lo Jonio e perde il verde acidulo sotto le squame d'un azzurro tiepido e denso» (Cesare Brandi, “Inno a Trani) e la cui tipica formazione geologica del tratto di costa, unita all’incantevole presenza a sud di piccole falesie, danno vita ad un suggestivo paesaggio marittimo, quasi paragonabile alla famosa isola del film.
Ma pur con una scenografia di tutto rispetto, di certo lo stesso non si può affermare per quanto riguarda il clima che si respirava questi ultimi tempi, lontano dal quel caratteristico clima mite temperato a cui siamo abituati da queste parti, oramai contaminato da rapporti politici sempre più lontani da tempi folcloristici di massima lucentezza e splendore.
È proprio in questo clima che come l’aereo del protagonista del film, precipita all’improvviso sul Comune della Bat, lo scorso 20 Dicembre 2014, un mandato d’arresto per il Sindaco, un funzionario comunale, l’ex vicesindaco, due consiglieri comunali e l’ex amministratore unico Amiu, oltre a risultare indagate inoltre altre sette persone in stato di libertà, con conseguente sospensione delle proprie funzioni.
Misura cautelare scattata per effetto delle indagini del Pm di Trani, la cui accusa è di associazione per delinquere, concussione, corruzione, e turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Secondo lo stesso Pm alla base vi era l’esistenza di un vero e proprio sistema teso al condizionamento ed interferenza nella gestione della “Cosa Pubblica”, con pesanti riflessi sulla normale gestione politica dell’amministrazione, influenzata da fenomeni minacciosi e intimidatori. Il nucleo delle indagini gira attorno ad un appalto di oltre due milioni di euro, concesso ad una società palermitana “Sicurcenter”.
Seguono subito dopo i normali interrogatori per le indagini dell’inchiesta. Dopo una prima forte scossa, la Città tenta di ripristinare un clima di normalità, afflitta però dai tanti dubbi circa non solo le vicende giudiziarie, ma anche il proprio futuro, e quasi in uno stato di apnea politica, nell’attesa del giudizio del Tribunale del riesame sulle istanze di scarcerazione dei soggetti indagati.
Contemporaneamente, quasi sulle orme di un passo del Vangelo secondo Giovanni (Gv 8,7), del noto episodio di Gesù e l’adultera, in cui una donna sorpresa in adulterio, è portata dinanzi a Gesù per conoscere il suo parere circa la sua condanna, e dove Gesù stesso rivolgendosi ai farisei disse: «Chi di voi è senza peccato, scagli per primo la pietra contro di lei», nel corso dei giorni successivi, quasi come prova della lontananza e verginità politica da quei fatti ed accuse, si profila uno scenario di dimissioni collettive, anche tra coloro che fino a quel momento, che sia nel bene o nel male, di quell’amministrazione ne han fatto parte.
Alle dimissioni di soggetti politici a vario titolo, subito dopo la conferma dell’arresto da parte del “Tribunale del Riesame”, il 30 Dicembre seguono quelle del Sindaco.
Passano i giorni ed il clima si fa sempre più rovente, incerto, e come se non bastasse il 15 Gennaio arriva il sequestro della maxi discarica comunale, gestita dall’AMIU, da parte della stessa procura. Secondo il PM in corso vi era un’imminente e tangibile rischio esplosione, a causa dell’assenza di un opportuno impianto di intercettazione dei biogas prodotti dal processo di decomposizione dei rifiuti, che secondo l’impianto accusatorio ha trasformato la stessa in una potenziale bomba esplosiva, con pesanti ripercussioni sull’inquinamento ambientale.
A seguito del sequestro le indagini si espandono a macchia d’olio su altre sedici persone tra amministratori e dirigenti. Ebbene, un contesto aggravato da percosse politico – giudiziarie, in cui afflitta da uno stato d’animo di profonda incertezza sul futuro, la Città ed i suoi cittadini obbligati ad assistere come spettatori ad una trasmissione con operazioni di televoto congelate, alla venuta di un commissario cittadino, che usando un parallelismo: ha lo stesso compito della vela di vetroresina utilizzata da Chuck Noland (film “Cast Away”), per traghettare la zattera nel tentativo di superare la tempesta e dirigersi in mare aperto alla ricerca di soccorsi.
Proprio in questo momento di standby atto ad accompagnare la Città alle urne del prossimo maggio, ciò che spicca è il condiviso sentimento di amarezza nei cittadini, che non vogliono perdere la speranza di ricevere una concreta risposta alle tante problematiche che interessano loro stessi: dalla crisi d’occupazione, alla questione ambientale e di sicurezza della propria salute, dall’abbattimento di nocive e sistematiche logiche politiche alla formazione di una maggiore trasparenza.
Non è questione di schieramenti o ideali politici, ma scelta di uomini idonei di farsi carico e superare queste battaglie avendo solo a cuore il solo ed esclusivo pubblico interesse, perché come affermava il grande Giovanni Falcone, «qualsiasi fenomeno terribilmente serio e molto grave, è un fatto umano e come qualsiasi fatto umano ha un inizio ed avrà una fine; quindi non è affatto invincibile ma si può vincere, non pretendendo eroismo da inermi cittadini, ma impegnando in questa battaglia tutte le forze migliori delle istituzioni».
Alessandro Lasorsa
