L’avvicendamento del nuovo Direttore Generale dr. Ottavio Narraci, che succede in veste di commissario al dr. Giovanni Gorgoni trasferito alla ASL di Lecce, offre lo spunto per riproporre una riflessione sullo stato dell’arte della Sanità della nostra Città, o meglio su ciò che è rimasto dell’Ospedale di Trani.
Una riflessione che non può prescindere dal passato recente governato dal dr. Gorgoni. Il direttore uscente, con il quale ci siamo confrontati più volte, è stato protagonista di una trasformazione epocale che ha portato il nostro Ospedale a cambiare completamente la propria fisionomia: una trasformazione, per la verità, con poche luci e molte ombre.
Si chiude un’esperienza caratterizzata da alcune lodevoli iniziative (la breast unit, la clown terapy, l’istituzione del registro tumori, l’apertura della struttura per i trapianti nella Unità Operativa di Ematologia di Barletta ecc.), ma anche da tanti progetti annunciati e non completati (le sale operatorie di Trani, la Casa del Parto a Trani completata da oltre tre anni e mai avviata, ecc.).
Al nuovo Direttore Generale dr. Narraci va subito formulato un apprezzamento per aver confermato nella equipe della Direzione Generale, il dr. Capozzolo come Direttore Amministrativo e il dr. Di Terlizzi come Direttore Sanitario, a riprova del buon lavoro svolto e della continuità che si vuole dare a tale lavoro, ma soprattutto per la necessità di evitare il rallentamento fisiologico dell’ azione amministrativa conseguente ad un cambio totale dei vertici.
Il tema della Salute è molto sentito nella nostra Città, soprattutto perché abbiamo assistito in questi ultimi anni a chiusure, trasferimenti, accorpamenti di reparti e servizi, non accompagnati dall’implementazione di servizi alternativi.
Nella nostra Città è soprattutto ancora aperta la ferita causata dalla chiusura del punto nascita; tale ferita poteva essere in parte rimarginata dall’apertura della Casa del Parto, ma tale progetto, nonostante il completamento del reparto da oltre tre anni, non è mai stato portato a compimento.
Ho più volte lamentato che l’assistenza sanitaria in genere, si sarebbe inevitabilmente ridotta a causa delle chiusure dei reparti, con una disparità di trattamento in alcune branche tra territorio e territorio; il famoso riequilibrio tra medicina territoriale ed ospedaliera non si è concretizzata e, a tutt’oggi, non si intravede una vera “osmosi” tra territorio e ospedale, con una implementazione della medicina territoriale ed una modernizzazione vera della rete ospedaliera.
Le questioni ancora aperte purtroppo sono tante e in questa sede non posso che accennare alle principali, lasciandole il tempo necessario per conoscerle e approfondirle, in attesa di avviare al più presto un confronto proficuo con la Città:
1) liste d’attesa scandalose e inaccettabili, con pericolosa e strisciante deriva privatistica;
2) mancata riorganizzazione territoriale con destinazione dell’ospedale di Trani al day surgery a servizio dell’intera ASL;
4) mancato avvio della Casa del Parto completata da circa 3 anni;
5) paventata trasformazione del pronto soccorso di Trani in punto di primo soccorso.
Tutti temi che necessitano di un approfondimento da parte Sua e di un confronto, da far partire al più presto, con la cittadinanza e con chi ha a cuore il benessere della nostra comunità.
Egregio Direttore, sono certo che anche Lei, come operatore della sanità, nel suo ruolo di medico-direttore, è “contaminato” dal nostro comune sentire, che ci chiama a svolgere i nostri compiti con il massimo impegno, sapendo sempre che si tratta di una missione delicata e fondamentale per assicurare la difesa della dignità umana, nel momento della sua massima fragilità; una dignità che nel passato recente è stata troppo spesso calpestata in nome di pareggi di bilanci, di egoismi o, peggio ancora, di campanilismi.
Partito Democratico di Trani
Carlo Avantario (già primario di Ostetricia e ginecologia Trani-Bisceglie)



