Soltanto con Poste italiane il Comune di Trani aveva maturato un debito maggiore: infatti, per spese di spedizione non pagate per molti anni, si era arrivati a 600mila euro e s’era era dovuto riconoscere il pagamento di quella somma, fuori bilancio, in un recente consiglio comunale.
Adesso, invece, il nuovo importo decisamente oltre misura, 365mila euro, è quello che il Comune di Trani ha liquidato in favore del Patto territoriale nord barese ofantino, per non avere onorato, per tre anni consecutivi, le quote di adesione allo stesso consorzio. Infatti, Palazzo di città non aveva pagato i canoni 2011, 2012 e 2013 che, sommati al 2014, ciascuno dell'importo di 91mila euro, hanno determinato l’ingente debito e conseguente liquidazione.
Adesso, pertanto, il Comune di Trani s’è rimesso in carreggiata con i pagamenti, ma, nel frattempo, ha perso l'agenzia Puglia imperiale, emanazione del Patto sul versante del turismo, che, il 17 dicembre scorso, ha avviato le operazioni di trasloco da Trani a Corato e, segnatamente, dalla sede di Palazzo Caccetta, di proprietà della Curia arcivescovile, ad una nei pressi del Palazzo di città di Corato, in corso Cavour, di proprietà dell’amministrazione comunale di quel centro e prossima all’inaugurazione.
Evidentemente, il Consiglio di amministrazione del Patto ha operato una scelta sul piano della convenienza economica, ma, di sicuro, la città perde un altro riferimento, segnatamente nell'ambito turistico, e lo perde, di fatto, la provincia di Barletta-Andria-Trani. Va detto, peraltro, che il Patto territoriale è un comprensorio che racchiude anche altre città non appartenenti alla Bat, anzi ne è stato il vero, storico pioniere.



