Esigenze legate alla circolazione automobilistica hanno portato il cronista, ieri sera, intorno alle 18.30 ad attendere l'apertura del passaggio a livello ferroviario. Durante una fermata di soli tre minuti, sono passati sotto le sbarre, per attraversare i binari, sei diversi soggetti, di cui quattro giovani e due adulti. Fra questi, anche una donna.
Non hanno fatto in tempo, solo perché inibiti dal rumore in lontananza di un Frecciarossa già sopraggiungente, un altro giovane ed una coppia di cittadine, che avevano accennato il gesto di piegarsi per eludere la barriera abbassata.
Questa mini statistica illustra, a nostro avviso in maniera sufficientemente chiara, quanto non soltanto il problema di questa persistente barriera nel quartiere Stadio sia sofferto della popolazione, giacché tutti si recavano univocamente da via Sant’Annibale Maria di Francia verso via De Robertis, ma anche, e soprattutto quanto sia il gesto irresponsabile umano alla base dei malfunzionamenti del passaggio a livello, di cui poi tutti, sistematicamente, si lamentano attribuendo ad altri la responsabilità.
Ricordiamo a noi stessi ed a chi ci legge che il sistema dell’impianto assicura il corretto funzionamento senza interferenze, mentre il passaggio di pedoni davanti ai sensori, durante la posizione orizzontale delle sbarre, può determinare i guasti che, tante volte hanno poi originato, a loro volta la circolazione in sicurezza del traffico ferroviario e, persino nella mai individuata, perché insussistente ipotesi di responsabilità omissiva da parte di enti a vario titolo, un sequestro penale dello stesso passaggio a livello, tristemente passato alla storia di questa città.
Appuntamento a stamani: c'è il mercato settimanale.
