Si concluderà domani, domenica 8 febbraio, al palazzo delle arti Beltrani Pinacoteca “Ivo Scaringi”, l’iniziativa consistente nella proiezione di immagini e testi dal titolo “Per non dimenticare: l’Olocausto. Frammenti di vita e di arte”.
L’iniziativa, ideata dalla responsabile di palazzo Beltrani, è frutto di un’accurata ricerca e si avvale della preziosa collaborazione delle classi V A e V C del liceo scientifico “Valdemaro Vecchi” guidate dalla professoressa Angela Di Nanni.
La proiezione contempla un nucleo di immagini suddivise per ambiti tematici. L’avvio è dato dall’esperienza umana e artistica di Felix Nussbaum (Osnabrück (Germania) 1904 – Auschwitz 1944), pittore ebreo costretto all’esilio con l’ascesa al potere di Hitler e pressoché sconosciuto fino alla metà degli anni settanta del secolo scorso. La clandestinità e una vita perennemente in fuga non gli impediranno di dedicarsi, con inalterata passione e dedizione, alla pittura, unico potente antidoto – come si legge nei testi proposti in proiezione - alla paura e alla disperazione, destinata, con il trascorrere del tempo, a popolarsi di immagini agghiaccianti, sature di angoscia e di disperazione, sia nella rappresentazione della tragica sorte degli internati che nella narrazione della propria vicenda personale. Emblematico, in tal senso, si configura l’Autoritratto con passaporto ebraico (1943) che costituisce la testimonianza più autentica e inquietante del dramma dell’artista ormai prossimo alla fine. In un’atmosfera cupa e opprimente, e con alle spalle un paesaggio spettrale, Nussbaum ci osserva spaurito e furtivo mentre prosegue nella sua fuga, fermando, solo per un attimo, il suo sguardo in direzione dello spettatore ed esibendo il proprio documento di identità. Denunciato, arrestato e deportato, Felix Nussbaum morirà ad Auschwitz l’anno dopo, assieme alla moglie.
Il nucleo prosegue con i disegni “reportage” eseguiti da Corrado Cagli (Ancona 1910 – Roma 1976), in presa diretta, sui campi di guerra e di concentramento da lui visitati in qualità di soldato al seguito delle truppe alleate. Per la realizzazione di questo secondo ambito si è attinto al catalogo della bellissima mostra tenutasi a Milano al Palazzo della Triennale circa vent’anni or sono e magistralmente curata da Mario de Micheli, con una selezione di opere di Francesco Muzzi dell’Archivio Cagli.
Lo stimolante percorso proposto a palazzo Beltrani approda, infine, alle foto inedite, appositamente eseguite da Lucia Rosa Pastore, del gruppo scultoreo, tragico e silente, raffigurante I deportati, eretto nel quartiere ebraico di Berlino.

