Nel pomeriggio, a Trani, presso la Parrocchia Spirito Santo, riprenderanno i lavori del Primo Sinodo dell’Arcidiocesi di Trani-Barletta-Bisceglie. All’attivo già 4 sedute della prima sessione del Sinodo, tenutesi il 16-17-30-31 gennaio 2014, durante le quali il confronto, il dibattito e le conseguenti delibere si sono alternati attorno alle prime 70 proposizioni dell’Instrumentum Laboris, tutte relative al “Popolo di Dio nella compagnia degli uomini”. Presenze stabili dei sinodali 330 unità, distribuite tra sacerdoti, diaconi, religiosi, consacrati e laici.
Ma, giustamente, l’uomo di strada, che non ha partecipato agli incontri sinodali, si chiede: ma, in effetti, in quelle date di cosa si è parlato e, successivamente, su cosa si è votato?
Intanto, qualche precisazione! Il 16 e 17 gennaio i sinodali si sono divisi in dodici gruppi di studio, che hanno discusso gli emendamenti presentati in ordine alle prime 70 proposizioni dell’Instrumentum Laboris. Da questo lavoro è venuto fuori che non poche di quelle proposizioni sono state riformulate in toto o in alcune parti. La decisione finale, sempre su quelle proposizioni, è stata presa nei giorni 30-31 gennaio, nei quali i sinodali, riuniti in assemblea plenaria, si sono espressi approvando o non approvando le proposte emerse nei gruppi di lavoro. E, tanto per dare un’idea dei contenuti passati al vaglio dei gruppi di lavoro e successivamente delle assemblee, il sinodo: raccomanda una maggiore attenzione ai giovani auspicando un più puntuale loro coinvolgimento nelle scelte e nelle decisioni, una più proficua armonizzazione tra la dimensione diocesana e quella parrocchiale evitando sbilanciamenti per l’una o per l’altra, con una più incisiva valorizzazione del laicato; ribadisce il ruolo imprescindibile della parrocchia nell’azione pastorale, per cui le viene chiesta la disponibilità a dilatare i tempi di apertura soprattutto al mattino e, laddove si ritenga opportuno, a creare unità pastorali attraverso una collaborazione più stretta tra più parrocchie; auspica il rafforzamento dello stile sinodale nel rapporto tra vescovo, presbiteri, diaconi e laici; e questo stile dovrà essere assunto nel caso specifico dell’edilizia di culto, laddove la comunità parrocchiale, per il tramite degli organismi di partecipazione, sarà chiamata ad rivestire un ruolo di responsabilità nell’iter progettuale e nl reperimento delle risorse economiche; invita la diocesi a riformulare meglio la riorganizzazione delle commissioni e degli uffici diocesani, a rivedere gli statuti degli organismi di partecipazione, a ripensare in maniera sostenibile la organizzazione di scuole o percorsi formativi degli operatori pastorali; raccomanda la valorizzazione di tutto l’associazionismo cattolico e i diversi carismi di cui ciascuna associazione, movimento e gruppo è portatore; riconferma l’attenzione al grande e fondamentale capitolo della preparazione al matrimonio e della pastorale familiare, sui cui si dovrà tornare a riflettere per la condivisione di nuovi e più proficui percorsi formativi, nei quali i consultori di ispirazione cristiana dovranno continuare a svolgere un prezioso compito formativo assieme ad altri servizi; identica riflessione dovrà essere effettuata in altri campi della pastorale, quale quello della iniziazione cristiana, delle persone ammalate e degli anziani, della benedizione delle case, della cultura con una particolare attenzione alle scienze.
Quella che precede è solo una sintesi giornalista, senza alcuna pretesa di essere esaustiva di quanto vissuto nei quattro appuntamenti, ma senza dubbio utile per avere un minimo di cognizione dei materiali e di contenuti passati al vaglio del sinodo!
Oggi (dalle 17 alle 21) e domani (dalle 9 alle 13) sono previsti altri due incontri sinodali, sempre nell’ambito della prima sessione, nei quali le proposizioni da esaminare saranno dal n. 71 al 113 (oggi) e dal 114 al 145 (domani), all’interno dei dodici gruppi di lavoro.
