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Discarica di Trani, l'Ecologica ha concluso la «fase A» dell'indagine: liquidati 3800 euro dei previsti 40mila

Mentre la questione discarica continua a preoccupare non poco ecologisti, comitati e cittadini in genere, e nell’attesa di conoscere le novità che il presidente della Provincia si prepara a comunicare, il dirigente dell'Area urbanistica del Comune di Trani, Michele Stasi, ha liquidato con 3800 euro, Iva inclusa, la prima attività di analisi e valutazione dello stato della discarica, compiuta dalla società Ecologica, di Bari e, segnatamente, dall'ingegner Massimo Guido.

A questo professionista, infatti, dopo la chiusura dell'impianto, il dirigente aveva affidato un incarico professionale, di supporto al Responsabile unico del procedimento, per lo svolgimento di un'accurata indagine sullo stato dell’impianto di contrada Puro vecchio.

L'importo complessivo era stato fissato in 40mila euro e, al momento, la società barese ha concluso la cosiddetta “fase A” dell'incarico professionale. Un passaggio che, evidentemente, deve ritenersi preliminare rispetto agli approfondimenti da qui in avanti previsti. Del resto la somma erogata rappresenta un decimo di quella complessiva. La determinazione, peraltro, non specifica nel merito in cosa sia consistita la citata “fase A”.

La motivazione dell’incarico, come aveva illustrato il dirigente, è legata «all'esito delle analisi condotte da Arpa Puglia in diverse giornate del mese di agosto 2014, con superamento dei limiti massimi relativamente a nichel, manganese, ferro, fluoruri. Tali valori, eccedenti i limiti massimi, riscontrati in occasione dei prelievi effettuati dall'11 al 23 agosto, sono i segnali – scriveva il dirigente - che il percolato ha di certo raggiunto la falda sì da determinarne la contaminazione nell'area della discarica».

L’amministrazione comunale aveva impartito disposizioni «affinché si provveda all'individuazione di un professionista, specializzato in materia di siti contaminati, cui affidare apposito incarico, perché riferisca circa le misure di emergenza che vanno poste in essere rilevando le fuoriuscite di percolato e le cause di contaminazione del sito constatato». Tale professionista, appunto, sarebbe stato individuato nell’ingegner Guido.


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