"Continuare la nostra azione incisiva e diventare propositivi per il governo della città". Questo l'obiettivo che si pone Antonella Papagni, candidato sindaco del Movimento cinque stelle.
Il gruppo di Trani, costituito di uno zoccolo duro di trenta attivisti ed una platea molto più ampia di simpatizzanti, ha scelto il candidato "al termine di una rigorosa selezione interna - spiegato il 33enne avvocato - nella quale sono stata sottoposta ad un fuoco di fila di domande da cui è nata la loro scelta. Sarò al servizio del movimento e, prim'ancora, della città".
Trasparenza, onestà e nessun compromesso sono i principi cardine della campagna elettorale del M5s di Trani, "e poi l'ambiente e tutti temi più cari ai cittadini che vogliono, davvero, cambiare pagina rispetto al fallimentare passato che dobbiamo lasciarci alle spalle".
Papagni è ben conscia del fatto che "alle amministrative non si ripeterà lo stesso gran risultato tranese delle ultime elezioni, perché qui il voto d'opinione lascia spazio a quello alle persone, ma non per questo deluderemo: Trani può trovare solo in noi la vera svolta".
E Giuseppe D'Ambrosio, deputato pentastellato, ha aggiunto che "proporremo referendum consultivi sui temi più importanti della città, così che i cittadini si servano dei loro amministratori, e non viceversa".
Il suo motto è il ritorno "alla normalità dell'onestà, e dobbiamo evitare che questa campagna elettorale, fondata sui rifiuti, non veda tornare protagonisti i rifiuti della politica. Vedo già tanti riciclarsi, ma vogliamo veramente tornare a farci governare da questi? Trani non si assuma di nuovo questa responsabilità, perché ha già perso colpi insieme con tutta la Bat, che è la terza provincia più povera d'Italia". In conclusione, "non votate M5s se pensate di chiedere ed ottenere favori, ma solo se volete veramente il cambiamento".
E se qualcuno, dopo il voto, approdasse ad altri lidi? "Purtroppo la legge non può impedire che lo facciano, ma anche loro si assumono una grossa responsabilità davanti ai cittadini. La nostra arma resta la cabina elettorale: se siamo eletti, e non rispettiamo il mandato dei cittadini, la prossima volta non votateci".





