«Per tornare ad essere credibili ed efficaci, non dobbiamo più cadere nei due peccati originali che ci hanno rovinato». Mentre il centrodestra prova a riorganizzarsi, non senza fatica, dopo la conclusione anticipata della consiliatura a causa delle dimissioni del sindaco Luigi Riserbato, determinate dalla bufera giudiziaria dello scorso 20 dicembre, per la prima volta un ex consigliere di maggioranza prova a compiere un’analisi circostanziata sui motivi alla base della conclusione anticipata del governo Riserbato.
A parlare è Pasquale De Toma, consigliere comunale per quattro mandati consecutivi, dal 1999, e secondo migliore suffragato del Pdl alle elezioni amministrative del 2012. Le dichiarazioni, che non mancheranno di determinare polemiche, si sono ascoltate nel corso di Appuntamento con Trani, la tradizionale trasmissione della domenica mattina di Radio Bombo, nella quale De Toma è stato ospite insieme con uno dei candidati alle primarie del centrosinistra, Amedeo Bottaro.
Ma quali sono, dunque, i due peccati originali. «Il primo sono state le primarie del centrodestra - ha detto De Toma -. Trovo eccessivi quei novemila elettori e, se guardate bene, molti di loro erano sovrapponibili a quelli delle primarie che, nei mesi precedenti si erano celebrate per il centrosinistra. Le primarie – è la tesi di De Toma - vanno fatte soltanto per definire un presidente del consiglio o un governatore della Regione, ma a livello locale, sono fortemente deleterie e, purtroppo quello che è accaduto dopo le primarie del centrodestra (con la vittoria di Gigi Riserbato su Giuseppe Di Marzio), evidentemente, ha fortemente condizionato il successivo governo della città».
Quanto al secondo peccato originale, De Toma lo ha individuato «nell’elezione di Fabrizio Ferrante a presidente del consiglio comunale: «Ormai era il segreto di Pulcinella - ha dichiarato l’ex consigliere di Forza Italia -. Fabrizio Ferrante presidente del Consiglio è stato il frutto di un accordo, a livello locale, avallato dai vertici romani. Quella carica è il frutto di un accordo per un eventuale appoggio, al ballottaggio, in favore di Riserbato. E questo ha fortemente minato la nostra maggioranza, nella quale anche io avevo dato la disponibilità a ricoprire quella carica, ma avevo fatto un passo indietro nella certezza che presidente del consiglio sarebbe stato appannaggio di un altro collega di maggioranza. Invece, le cose sono andate diversamente e, da lì, è iniziata la nostra parabola discendente. Se non si fosse verificata la bufera giudiziaria – conclude De Toma - sulla quale non ritengo di esprimere alcun giudizio nell'attesa degli sviluppi, avremmo sicuramente realizzato i progetti che, ormai, avevamo delineato. Tocca a noi, adesso, riorganizzandoci con le forze sane del centrodestra, e facendo quel gioco di squadra che mai si è fatto finora, portare avanti tutto quanto, purtroppo, il tempo e gli eventi non ci hanno consentito di fare».
Qui il podcast della trasmissione.

