Le primarie del centrosinistra perdono un protagonista a pochi giorni dalla loro celebrazione. Infatti, Domenico Triminì ha comunicato al comitato organizzatore della consultazione la rinuncia alla candidatura, rilasciando una riservata personale della quale, tuttora, non si sono rivelati i contenuti.
Vano, nella giornata di ieri, ogni tentativo del cronista di contattare l'interessato che, secondo, quanto riferito dal comitato organizzatore, dovrebbe invece, bontà sua, rilasciare un comunicato stampa per illustrare le motivazioni del suo passo indietro.
Triminì, nelle ultime due consiliature, è stato candidato sindaco della Democrazia cristiana, riuscendo in entrambe le occasioni grazie a risultati personale e della lista necessari e sufficienti, a diventare consigliere comunale. In precedenza, con l’Udc, aveva sostenuto la candidatura a sindaco di Pinuccio Tarantini durante il primo mandato del due volte sindaco di centrodestra.
Triminì era stato fra gli otto consiglieri comunali che si erano dimessi immediatamente dopo il sindaco uscente, Luigi Riserbato, dopo i noti fatti giudiziari del 20 dicembre. Con lui, tutti quelli che oggi, alle primarie sostengono la candidatura di Amedeo Bottaro, e questo quindi farebbe supporre che il passo indietro dell'interessato sia in favore di quel candidato alle primarie. È anche vero, peraltro, che la rinuncia di Triminì arriva dopo la presentazione ufficiale di Fabrizio Ferrante, e questo, pertanto, alimenta ipotesi anche in direzione di questi.
La retromarcia, in ogni caso, potrebbe anche essere correlata alla rassicurazione di un incarico nella giunta che verrà, ma si può anche supporre che Triminì si accosti allo schieramento centrista di Carlo Laurora e, perché no, si presenti, per la terza volta consecutiva, come candidato sindaco.
Certo, sarebbero bastate anche due righe, ma chiare, da parte dell’interessato, per evitare inutili elucubrazioni e regalare alla città un segnale, reale, di quella trasparenza che tutti, oggi, predicano in campagna elettorale, ma che, nei fatti, si fa ancora fatica a scorgere.
