A margine della serie di appuntamenti che, l’altra sera, hanno avuto l'apice con la riapertura della sinagoga Scolanova e la visita dell'ambasciatore degli Stati uniti, è emerso un dettaglio, tutt’altro che secondario, proprio in merito alla nuova veste della rifiorita sinagoga. Infatti, la scalinata di accesso, finalmente, è protetta da un cancelletto che, da oggi in poi, fa da dissuasore nei confronti di tutti coloro che, fino a ieri, avevano utilizzato quella sacra rampa come luogo in cui rilasciare scritte sui muri, consumare pasti, urinare, bivaccare.
La comunità ebraica, a lungo ma invano, aveva chiesto uno strumento di tutela della scalinata di accesso alla sinagoga, che è essa stessa luogo sacro. Richiesta esaudita, finalmente, di concerto con la Soprintendenza, grazie ai lavori di restauro dell’intero edificio religioso, durati sei mesi e finanziati con la legge 175. Il grosso dell’intervento ha riguardato la pulizia della facciata, ritornata di un bellissimo bianco di pietra di Trani, la rimozione dei diffusi cespugli ed una serie di interventi di manutenzione anche all’interno.
Per fortuna, però, la comunità ebraica è riuscita ad ottenere non solo il ritorno allo splendore dell'intera facciata dell'edificio religioso, ma anche, l’agognata collocazione un di cancello in ferro battuto nero, sormontato da stella ebraica, che rappresenterà sicuramente un deterrente nei confronti di chi finora aveva scambiato quel luogo sacro per zona franca.
Più volte quest'organo d'informazione s’era occupato dagli oltraggi alla sinagoga, raccogliendo il grido di dolore degli ebrei di Trani, e più volte il Comune era dovuto intervenire con operazioni di pulizia straordinaria per rimuovere le scritte, soprattutto a ridosso delle numerose manifestazioni che la sinagoga ha ospitato per tutto questo tempo, ma, evidentemente soltanto a partire da oggi si dovrebbe scrivere una nuova e civile pagina di rispetto e tutela di questo monumento simbolo della storia della città.
E tale circostanza, perché no, potrebbe anche essere motivo di valutazione, da parte della Curia arcivescovile e della rettoria del tempio, in merito alla difesa delle pareti esterne della cattedrale di Trani, tuttora assediate da fenomeni pressoché analoghi e, soprattutto, incontrollabili.





