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Primarie, ultimo appello. Ferrante: «Lavoriamo per un nuovo e forte patto generazionale»

«Che ruolo svolgerò alle primarie? L’avete sempre saputo – risponde Fabrizio Ferrante - che mi sarei candidato e che ho sempre auspicato massima partecipazione di candidati e popolare. Mi interessa che si rispettino le regole nazionali e vi sia, come dicevo, una partecipazione ampia, perché sarebbe la risposta migliore al clima di anti politica che regna in città».

Ma nel centrosinistra e nel Pd restano le tensioni.

È  vero, ci sono ancora divisioni, ma sui programmi siamo uniti. Se il problema è il miglior attore, allora ben vengano le primarie. In fondo, noi abbiamo perso nel 2012 per non avere fatto le primarie.

Quanto ha inciso la vicenda di Ferrante presidente del consiglio sugli sviluppi negativi dell’amministrazione uscente?

Relativamente, i problemi erano ben altri, e credo che questi due anni e mezzo li abbiano rivelati molto chiaramente.

Ma il presidente del consiglio si può indicare prima dell’insediamento del consiglio stesso, come fece Ventola in provincia?

Non basta essere il più suffragato. Bisogna essere navigati ed avere un segretario generale collaborativo. Oltre a tanta pazienza. L'importante è darsi un metodo chiaro ed eleggerlo alla prima seduta.

Il perdente delle primarie sarà vice sindaco?

A me interessa l'appoggio leale. Il resto sarebbe prematuro.

Ma la gente non vuole i vecchi e ha diffidenza dei nuovi.

La verità è che serve un patto generazionale, un'assunzione di responsabilità a medio e lungo termine. Oggi si parla bene di quello che si faceva nella prima repubblica, ed io vorrei che si dica lo stesso, più avanti, di chi amministrerà Trani fra poco.

Quale il suo programma?

Subito opere pubbliche sulla costa, a cominciare da ponente, con finanziamenti da enti politicamente a noi vicini. E, poi, il potenziamento dei servizi sociali, attivando tutti i servizi utili a confortare chi è in difficoltà e non ha mai scalpitato per chiederli. Inoltre, la revisione del Pug, un urgente intervento sulla discarica ed il ripensamento delle aziende. E l'importante è che ci sia, alla base, un progetto fatto di persone serie e leali.

E la macchina comunale?

Maggiore libertà d'azione ai dirigenti, ponendo fine ai meccanismi perversi di certa politica. Adesso non si scherza più, la città pretenderà i risultati e noi dobbiamo darli.


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