Nella giornata di ieri ponevamo in risalto come la pioggia sia foriera di un'incredibile innalzamento del caos automobilistico, soprattutto con riferimento a quello che accade nelle vicinanze dei plessi scolastici e, in particolare nella zona tra lungomare Cristoforo Colombo, piazza D'Agostino e lungomare Chiarelli.
Oggi torniamo a porre l'accento su un fenomeno, apparentemente tutto tranese, che vede i cittadini, inspiegabilmente oltre che irresponsabilmente, gettare per terra, nel luogo in cui il fatto è accaduto, gli ombrelli rotti dalle raffiche di vento: soltanto ieri, nella zona adiacente la scuola elementare De Amicis, ne abbiamo contati tre sparsi al suolo ed un quarto incastrato fra i bidoncini della raccolta differenziata all'interno della scuola. Poi, in serata, ne abbiamo scorto ancora uno, abbandonato in via Cavour ai piedi, ma non dentro un cestino porta rifiuti.
Cosa scatti nella mente di chi porta l'ombrello nel momento in cui lo strumento per difendersi dall'acqua non serve più è davvero incomprensibile. La circostanza, però, sembra confermare e rafforzare la sensazione che l’ombrello sia più scomodo che utile, ed a maggior ragione, allora, bisogna manifestare apprezzamento per chi sceglie di evitare del tutto l'uso dell'ombrello: non si corre il rischio di dimenticarlo, né di romperlo, né di deturpare la città.




