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Il parcheggio davanti alla stazione di Trani potrebbe essere abitato. E serve almeno mezzo milione per rimetterlo in sesto

Il parcheggio interrato di piazza XX Settembre potrebbe essere abitato da ignoti. Non è possibile averne la conferma e, qualora lo fosse, da quante persone, ma le probabilità che all'interno della struttura sotterranea vi siano presenze a vario titolo sono molto alte.

Lo si deduce dalla rottura della parete in plexiglass di una delle torrette di accesso al manufatto, segnatamente quella di sinistra per chi esce dalla stazione ferroviaria. Lo stato in cui quella cabina di accesso al parcheggio si trova consente, almeno a soggetti con buona autonomia fisica e atletica, di calarsi senza problemi all'interno della scala a chiocciola e quindi accedere indisturbati al parcheggio sotterraneo.

Dalle foto sembra comprendersi abbastanza chiaramente che ciò sia accaduto, a causa della presenza di numerosi oggetti presenti sulle scale che conducono alla parte non emersa della struttura.

La circostanza rilancia la questione, tuttora irrisolta, della mancata conclusione dei lavori di quest’opera pubblica che, neanche a farlo apposta, viene proprio da una decisione di commissari straordinari, quelli che, nel 1993, amministrarono Trani per un anno e mezzo dopo lo scioglimento del consiglio comunale per presunte infiltrazioni mafiose.

L’opera, realizzata con i fondi della legge Tognoli, ha cambiato decisamente in peggio l'aspetto di piazza XX Settembre, eliminandone le due ridenti aiuole e le palme che le sormontavano. L’obiettivo era di creare alcune centinaia di posti auto sotterranei, che avrebbero risolto problemi di parcheggio non soltanto per gli utenti dello scalo ferroviario, ma, anche dei vicini uffici pubblici.

A distanza di ventidue anni dall’imprimatur di quell'opera, praticamente nulla è cambiato. Il parcheggio è inaccessibile - almeno ufficialmente - non è stato completato e l'unica vera novità ha riguardato il solaio, dall’esterno, con la realizzazione, durante l'amministrazione di Pinuccio Tarantini, di una vasca ornamentale con, al centro, una statua in bronzo, quella di San Francesco, realizzata dall'artista Giuseppe Antonio Lomuscio, e che, peraltro, era stata commissionata dal compianto farmacista, dottor Ruggeri, ed avrebbe dovuto trovare luogo nella piazzetta adiacente la biblioteca comunale.

Nel frattempo, i problemi di parcheggio sono raddoppiati. Soprattutto da quando, nelle vicinanze, si è insediato l'ufficio Unep del Tribunale di Trani, in una via Montegrappa che non consente alcun tipo di sosta per gli utenti.

E intanto, sempre nella parte emersa della piazza, il degrado ha raggiunto livelli senza precedenti: ci sono tracce di urina dappertutto, soprattutto nei pressi delle predette torrette di accesso al parcheggio, e spesso e volentieri le rampe di accesso al parcheggio sono disseminate di escrementi e rifiuti.

Finora, peraltro, le polemiche si sono quasi tutte concentrate sul piazzale antistante la stazione ferroviaria, in preda alla sporcizia dovuta alle frequentazioni, più o meno occasionali, di comunità di varie etnie.

Ma cosa servirebbe per sistemare realmente tutto? La risposta è mezzo milione di euro, soltanto per riparare i danni del parcheggio mai nato. È l’incredibile stima che l’Ufficio tecnico ha reso all’indomani dell’ultimo sopralluogo nella struttura multipiano interrata di piazza XX settembre.

Il luogo è stato preda di atti vandalici e predatori: l'impianto elettrico è completamente divelto, ci sono danneggiamenti persino strutturali. La somma attualmente non è disponibile, quindi tutto è fermo.

«Chiunque ne assumesse la gestione – aveva detto il sindaco uscente, Gigi Riserbato - non ne trarrebbe dei vantaggi. Per questo il nostro orientamento è inserire questa struttura in un nuovo e completo piano dei parcheggi, cui potrebbero badare aziende da noi partecipate come Amet, che già gestisce quelli a raso, ed Stp, magari nella forma del sodalizio».

Si attende di conoscere l’eventuale orientamento del commissario, sebbene sia a prevedere che, su un problema così grande e centrale per le sorti della collettività, il sindaco pro tempore non si esprima e lo lasci in eredità a chi le subentrerà, eletto dai cittadini.


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