«La vita sia una continua, vigile attesa verso la meta definitiva cui è giunto il nostro fratello Nicola», ha detto padre Nicola Maria Napolitano, aprendo l'omelia al centro della messa esequiale per l'estremo saluto a Nicola Barbera, per otto anni procuratore di Trani, venuto a mancare a Roma nella notte fra domenica e lunedì scorsi, dopo una lunga malattia, all’età di 78 anni.
Nella basilica superiore della cattedrale, proprio di fronte a quel Palazzo Torres che fu la sua "casa", intorno alla salma del magistrato è sempre stato presente un picchetto di toghe del Tribunale di Trani, che si sono alternate nell'area presbiteriale per rendere l'omaggio degli Uffici giudiziari e del Foro locale al loro amico, prim'ancora che collega. Fra gli altri, Salvatore Paracampo, Antonio Giorgino, Francesco Messina, Michele Ruggiero, Antonio Savasta, Mirella Conticelli, Luigi Scimè, Tullio Bertolino, Mario Malcangi, Cherubina Palmieri, Serena Botta, Gabriele Monacis, Patrizia Carobello, Luigi Carpentiere, Ettore Cardinali, Paola Cesaroni, Gaetano Labianca, Andrea D'Angeli, Rossella Volpe, Roberta Picardi, Francesco Guaglione.
Nell'assemblea, gremita di autorità religiose, militari e civili, familiari, amici e tanta gente comune, vi erano, fra gli altri, il presidente del Tribunale, Filippo Bortone, e l'attuale procuratore, Carlo Maria Capristo, che sin dalle prime ore, successive alla scomparsa del suo predecessore, ne aveva pubblicamente ricordato «i valori di attaccamento alla famiglia ed alle istituzioni che ne fanno, tuttora, il nostro riferimento nel lavoro quotidiano al servizio dei cittadini».
«Ho conosciuto il caro Nicola troppo tardi - ha detto il celebrante concludendo l'omelia -, ma tanti hanno avuto il pieno privilegio della sua conoscenza, ed oggi sono qui a condividere questo momento in cui affidiamo al Signore, che ha bussato alla sua porta, l'anima del nostro fratello Nicola».
Capristo è, poi, salito sul pulpito, ricordando «il sorriso gioviale e la cortesia di Nicolino, valori sempre più rari oggi, in un tempo in cui troppo spesso si usa il termine "rottamare". E, lo ribadisco - ha detto al collega dandogli del “tu” -, sei stato un modello di attaccamento alla famiglia ed al lavoro. Ed è bello vedere qui tanta gente della tua età, ma anche, e soprattutto, tanti giovani. E questa gran partecipazione di avvocati testimonia quanto equilibrato sia stato il tuo lavoro e quanti valori hai lasciato in questa realtà. Tu hai vissuto le funzioni di procuratore non come un privilegio, ma un servizio da offrire al cittadino. E solo così si rende merito alla giustizia. Noi ti salutiamo e ti chiediamo in cambio, quando potrai - ha concluso Capristo -, un sorriso da lassù per rendere più lieve il nostro servizio».
Fra i successivi omaggi resi dall'altare, quelli di un amico caro, Angelo Mariottini, del presidente dell’Ordine degli avvocati, Tullio Bertolino, e del nipote, Nicola, che sette anni fa era sulle gambe del nonno nel corso della cerimonia in cui lasciò il suo incarico in Procura: «Le figure come te, come scrivono i giornali, nascono una ogni cent'anni - ha detto il giovane Barbera -. Portare il tuo nome è un impegno serio di cui mi farò carico, intanto siamo certi che lassù continuerai a sorridere come sempre hai fatto qui con noi».







