Riccardo Rossi, tranese trapiantato da anni a Brindisi, dove lavora per l’Enea ed è consigliere comunale con il movimento Brindisi bene comune, sarà ufficialmente candidato alla presidenza della Regione Puglia con la lista l'Altra Puglia, che è l'emanazione a livello regionale de L’altra Europa con Tsipras, già nota all'elettorato durante le ultime elezioni europee. Si è presentato quest'oggi presso il Grand Hotel Leon D'Oro in piazza Aldo Moro a Bari, in presenza di Eleonora Forenza, parlamentare europea de L'Altra Europa con Tsipras.
Il professionista ed attivista tranese ha illustrato il programma e la coalizione che lo sosterrà, con un programma basato sui temi del lavoro, ambiente e democrazia. Di certo, si tratta di una candidatura alternativa e trasversale nel panorama politico pugliese, ma con idee progetti molto chiari.
«Ripartiamo dalle persone, dai nostri diritti fondamentali e inalienabili – si annuncia nel manifesto politico di candidato e movimento -. Ripartiamo da ciascuno di noi, dalle cittadine e dai cittadini, dalle nostre comunità e dai nostri territori. Ripartiamo dai luoghi in cui viviamo, studiamo, lavoriamo, dalla vita concreta. Ripartiamo dal concetto costituzionale che “la sovranità appartiene al popolo” e non alle lobby, alle multinazionali, alla Commissione europea, alla Banca centrale o al Fondo monetario internazionale, e neppure a qualche leader o a “un uomo solo al comando”.
Siamo convinti che in Puglia, come in Italia e in Europa, sia arrivato il momento per costruire una vera alternativa: un’alternativa necessaria e urgente. Siamo convinti che in realtà le condizioni, i segni, i soggetti di un’alternativa possibile e necessaria siano già presenti. L’alternativa è già rappresentata da tutte le persone, le cittadine e i cittadini, che, nelle varie forme associative e organizzate (comitati, associazioni, movimenti, organizzazioni politiche e sindacali, liste di cittadinanza, gruppi di acquisto) propongono pratiche ed esperienze positive fondate sulla difesa dei diritti, dei beni comuni e sul loro utilizzo partecipato e democratico».


