Il dolore è diventato, attraverso la via straziante della Santa Croce, strumento di salvezza ed espressione tangibile dell’immenso amore del Dio di tutte le genti verso l’umanità. Tema chi non soffre e gioisca chi è afflitto! La sofferenza è segno di “provvida sventura”, prezioso dono della divina provvidenza (cfr. A. Manzoni, “a morte di Ermengarda”, 2° coro dell’atto quarto dell’«Adelchi», vv. 103-104).
La Santa Pasqua è, pertanto, il momento culminante di un grande “progetto” d’amore e riconciliazione nel perdono, di cui l’eterno Padre rende partecipe, con il sacrificio salvifico del Figlio prediletto, l’umanità intera.
Avremo, finalmente, il coraggio, pervasi come siamo dai falsi “idoli” dei nostri bui tempi, di “sperimentare” questa nuova realtà?
“Pax et bonum” a tutti!
NEL “SIGNUM VISIBILE” DEL RISORTO, d. quinto m. apr. A.D. MMXV
Filippo Ungaro
