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Trani, flashmob del personale Ata e dei docenti della scuola statale: «siamo in lutto, la scuola è patrimonio da difendere»

Scendiamo in piazza, silenziosi, perché la scuola è in lutto. Dopo anni di aggressioni vili, tese a distruggere la dignità di chi nella scuola vive, alunni, studenti, lavoratori, è pronto il colpo di grazia. A cadere sarà la scuola della Costituzione Repubblicana, l’istituzione che ci ha resi cittadini consapevoli, contribuendo a “rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana” (art.3 della Costituzione). Avremo, se passerà il Disegno di Legge di “riforma”, una scuola asservita al potere politico, dove ogni insegnante dovrà obbedire al governante di turno, dove ogni tre anni gli alunni e gli studenti vedranno cambiare i propri insegnanti, dove le scuole più deboli saranno sempre più deboli e quelle ricche, sempre più ricche.

L’articolo 33 della Costituzione dice che “l'arte e la scienza sono libere e libero ne è l'insegnamento“ e l’articolo 34 afferma che “la scuola è aperta a tutti”. Così più non sarà:l’insegnamento sarà condizionato dal timore di perdere il favore del “dirigente” di turno; il dirigente dovrà, a sua volta, render conto al ministro, pena la destituzione. Le
scuole non riceveranno più le risorse dallo Stato ma dovranno elemosinarle sul proprio
territorio: dove ci saranno “ricchi benefattori”, potranno svolgere la propria funzione,
altrimenti dovranno accontentarsi del poco che lo Stato vorrà elargir loro. E la stessa cosa dovranno fare gli studenti che vorranno imparare un mestiere!

Al contrario, le scuole private avranno accesso, finalmente senza alcun freno, alle risorse pubbliche, mandando in soffitta ciò che dice la Costituzione: “enti e privati hanno
il diritto di istituire scuole ed istituti di educazione, senza oneri per lo Stato”. E tutto questo avverrà senza che nessuno, neanche il Parlamento, potrà dir nulla: il Governo deciderà senza sentire alcun interlocutore, né politico, né sindacale, né, tantomeno, chi nella scuola opera
(cioè alunni, lavoratori, studenti). Oggi l’Italia è in lutto. Lotta con noi, aiutiamoci a
risvegliarla!

Per chi volesse partecipare: indossare abiti “total black”, portare con sé un lumino rosso tipo “cimitero” e un accendino per accenderlo. Recarsi
in piazza della Repubblica attorno alle 20.15. Posizionarsi in piazza entro le 20.25. Rispettare l’assoluto silenzio e bloccarsi in piedi. Accendere il lumino alle 20.30. Continuare a restare immobili e in assoluto silenzio per almeno 5 minuti. Al segnale del fischietto spegnere il lumino e riportarlo con sé sgombrando lentamente e senza disordini. Il successo di questa iniziativa dipende dalla nostra partecipazione: impegnati a portare con te almeno un collega e una collega.


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