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AGGIORNATO. Al capezzale della biblioteca di Trani nel giorno del suo 145mo compleanno. Le proposte dei sei candidati sindaco

La biblioteca di Trani in crisi proprio nel giorno del suo 145esimo compleanno. Oggi, tra l'altro, è la Giornata mondiale del libro ed allora, per raccogliere i sei candidati sindaco al confronto alla Giovanni Bovio, la manifestazione si è aperta con la pubblica lettura di un estratto del messaggio del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, in occasione di questa giornata speciale dedicata alla cultura.

Poi, visita guidata alla struttura ed inizio della tavola rotonda, in cui la cooperativa Imago, gestore del servizio illustrerà la situazione dei servizi bibliotecari, mentre l’organizzazione dell’evento porrà delle precise domande cui i sei candidati saranno invitati a rispondere. All'appuntamento è stato invitato anche il commissario straordinario, Maria Rita Iaculli.

Ad introduzione la tavola rotonda, Rossella De Palma, per il comitato “Salviamo la biblioteca”, che ha espresso critiche al bando or ora emanato dal commissario straordinario: «Trani è la città della beffa. Noi diciamo “no” al volontariato, “sì” al lavoro pagato. Il nostro obiettivo non è né la propaganda, né salvare la cooperativa Imago, ma la biblioteca in quanto tale. non solo posto per studiare, ma piazza del sapere ed esempio di buona pratica, come riconosciuto in convegni nazionali. E, per giungere a questi risultati, servono costanza, studio, non volontariato. Ecco perché una gestione gratuita non è accettabile e, anzi, perché non si organizza una colletta, per esempio dei dirigenti comunali? Devolvano loro una parte dei loro stipendi e dimostrino di tenerci anche loro alla cultura della città in cui lavorano».

Intanto, le firme pro biblioteca sono giunte a 3500, di cui 1200 cartacee e 2300 on line. Di seguito, gli interventi dei candidati sindaco.

Antonio Procacci. «Condivido quanto detto, ma, dal 30 aprile in poi, soluzioni concrete oggi ancora non ci sono. La situazione economica del Comune lo impedisce, e non credo si possa condannare il commissario perché, bene o male, ha trovato una specie di soluzione. Condivido la proposta di una colletta, ma ci sono soluzioni alternative? Se chi ci lavora ha una proposta, io la sposo, e sono disposto ad andare dal commissario, se c è una possibilità tecnica».

Amedeo Bottaro. «Il commissario fa il commissario, il sindaco fa il sindaco. La soluzione? Considerare il servizio essenziale ed obbligatorio. Intanto, per risolvere provvisoriamente il problema, auspico un impegno congiunto tra i candidati: io ci sono».

Antonella Papagni: «Il Comune è in situazione difficile e può solo sostenere spese obbligatorie. Bisogna vedere se è possibile derogare, ma bisogna studiare tutti i documenti e capire meglio andando a parlare con il commissario. Penso, che una soluzione definitiva dal 1mo maggio sia impossibile, ma bisogna tenere alta l’attenzione».

Tonino Florio. «Sparare addosso al commissario mi sembra eccessivo. Bisogna pensare a dopo e verificare se le spese obbligatorie fanno rientrare la cultura. Auspico una soluzione tampone fino alle elezioni, poi il bando pluriennale».

Emanuele Tomasicchio. «Ho letto la pronuncia della Corte dei conti ed è molto chiara. Tuttavia, dovremmo incontrare il commissario ed io, intanto, sono disponibile a redigere gratuitamente un parere pro veritate. Le spese per la biblioteca sono da considerarsi obbligatorie, non sono della cultura, ma riconducibili alla pubblica istruzione. E non credo che la Corte dei conti configuri il danno erariale se destinassimo soldi alla biblioteca. Potremmo, anche, ipotizzare polizza fideiussoria per porre l’ente al riparo dall’eventuale contestazione del danno erariale».

Carlo Laurora. «Come aiutare il commissario? Spostando i dipendenti comunali che collaborerebbero con quelli della biblioteca. In ogni caso, esiste un bilancio per le spese vincolate non obbligatorie, e questo può essere l’unico modo per risolvere il problema».

A conclusione della serata, l’intervento di Waldemaro Morgese, docente e scrittore: «La biblioteca di Trani viene percepita come un gioiello del sud, ed io sono qui non perché sta chiudendo una biblioteca, ma la biblioteca di Trani, che un gioiello, e voi ne dovete avere coscienza. Questo problema sorge perché il dirigente non ha fatto il bando in tempo, e mi assumo responsabilità di ciò che dico. Ora, il commissario dà, giustamente, la sua interpretazione perché, trovandosi il Comune in una situazione di pre dissesto, bisogna stringere le spese e scegliere ciò che è urgente e rilevante. Ma lavorare gratis in una biblioteca è inconcepibile: si può farlo affiancandosi a chi già c’è, imparando il mestiere. Noi, quindi, ci opporremo al bando del commissario chiedendo alla Corte dei conti di derogare sulla questione biblioteca».


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