Si è misurato per la prima volta con la piazza, ed il risultato è stato al di sopra delle più rosee previsioni. Piazza della Repubblica, ieri, si è gremita per ascoltare il primo comizio di Tonino Florio, aperto dagli interventi di tre candidati nelle liste che lo sostengono: Salvatore Nardò, per Trani libera; Michele Giuliano, per Tonino Florio sindaco, e Beppe Corrado, per Area popolare.
Nardò ha posto in risalto il senso di «portare avanti l'impegno che avevo profuso da assessore al turismo culturale, ed al quale la maggioranza uscente non volle credere, in questo nuovo progetto targato Florio, al servizio di una città da rilanciare nella sua vocazione naturale».
Michele Giuliano ha lanciato l'allarme circa «l'imminente perdita di posti di lavoro per i dipendenti di cooperative ed il rischio che, a fine giugno, chiudano gli asili nido per mancanza di autorizzazioni», richiamando l'attenzione dei cittadini «sulla necessità di un'amministrazione che sia più attenta alla salvaguardia dei diritti sociali».
Corrado ha rivendicato «il diritto di battere i pugni sul tavolo e prendere le distanze dai potentati che qui a Trani non verranno più a comandare o, almeno, non comanderanno noi. Infatti - ha detto - su questo palco non è salito alcuno che non sia di Trani, e così sarà fino alla fine della campagna elettorale, ed anche oltre».
Il candidato sindaco, da parte sua, ha richiamato il senso della sua missione: «Non potevo continuare a lamentarmi senza fare nulla, era arrivato il momento di metterci la faccia responsabilmente e solo pensando agli interessi della città. In questo progetto non vi è spartizione alcuna, chi si avvicina a me lo fa solo perché condivide un progetto di rilancio di una città che deve risorgere. Per il resto, sa che troverebbe solo porte chiuse se pensasse ad interessi particolari».
Florio ha puntato molto sulla sanità, ponendo in risalto l'attività di denuncia già svolta e che continuerà a portare avanti «per garantire all'ospedale San Nicola Pellegrino ed a tutta la comunità almeno la salvaguardia dei diritti che ancora ci sono, perché, statene certi – ha detto Florio - nessuno ci restituirà più quello che ormai c'è stato tolto».
L’avvocato penalista non ha mancato di ironizzare, a volte anche con con espressioni molto colorite, circa le presunte contraddizioni dei principali avversari politici: «Il centrosinistra - ha imbarcato di tutto e si presenta come nuovo, i partiti del centrodestra si buttano fango a palate in Regione, ma qui a Trani, nell'altra coalizione, stanno tutti insieme perché, evidentemente, devono continuare a fare quello che hanno fatto con l'amministrazione uscente, portando avanti semplicemente i loro interessi».
Florio ha terminato con un paradosso: «Non vi chiedo di votare necessariamente me, ma di votare. Dobbiamo alzare i quorum e vedrete che, così facendo, il 31 maggio la partita non si chiuderà ed il 14 giugno rovesceremo eremo totalmente il pronostico e torneremo qui a festeggiare la rinascita di Trani».











