I carabinieri del Nucleo operativo ecologico hanno sequestrato nei giorni scorsi una pompa di sollevamento delle acque reflue al servizio del canile rifugio San Francesco, gestito dalla sezione di Trani della Lega nazionale per difesa del cane, per conto del Comune di Trani. La visita dei militari è nata da alcune segnalazioni pervenute con l'obiettivo di chiedere ed ottenere il controllo e l'ispezione delle attività svolte presso la struttura, che ospita circa 200 esemplari e potrebbe contenerne, determinazioni dirigenziali alla mano, fino a 350.
A quanto si è appreso, i militari hanno svolto una serie di accertamenti escludendo problemi di carattere sanitario, e quindi dando atto che la tutela animale è regolarmente osservata, ma ravvisando un problema per quanto riguarda l'impianto di captazione dei reflui che vengono, poi, impiegati a scopo irriguo fuori dei confini dello stesso canile.
Il presidente della sezione locale della Lega nazionale per la difesa del cane, Mariella Lavarra, ha fatto sapere che «il problema era a nostra conoscenza e già in corso le pratiche per la richiesta dell'Autorizzazione integrata ambientale, che dovrebbe risolvere il problema accertato dai militari».
I carabinieri in ogni caso, come da prassi, hanno segnalato l'esito dell'operazione svolta alla Procura della Repubblica di Trani. Non è dato conoscere se gli stessi militari abbiano anche compiuto verifiche amministrative sulla gestione dell'impianto, che avviene in proroga dal 2013, dopo la scadenza del bando pluriennale che ebbe la durata di sei anni.
Intorno al canile rifugio San Francesco, nel frattempo proprio nei giorni antecedenti questo intervento, era sorta una polemica in merito alle presunte difficoltà di accesso con riferimento alle ore di visita ed ai permessi per i non soci della Lega.
(foto di repertorio)

