Il personale del Corpo forestale dello Stato (Coordinamento territoriale per l'ambiente) ha sequestrato a Minervino una cava in cui si stava operando illecitamente, con autorizzazione scaduta da oltre un trentennio, ed erano già stati avviati lavori preparatori di sbancamento e aperture di piste. Il proprietario è stato denunciato alla Procura di Trani.
Tale operazione rappresenta l'ultimo atto di una specifica attività di vigilanza dei forestali finalizzata alla verifica e al controllo di alcune aree adibite ad attività estrattiva.
Gli accertamenti hanno interessato gli agri dei comuni di Andria e Minervino, dove alcune cave sono state oggetto di approfonditi controlli documentali e specifici rilievi tecnici in campo. Le attività poste in essere hanno così potuto accertare numerose irregolarità amministrative con evidenti lacune sul regime autorizzatorio e per tre casi, gli illeciti riscontrati hanno determinato sanzioni di tipo penale.
È qui che l'azione dei forestali è stata più incisiva e ha portato a sequestrare diverse decine di ettari di terreni dove era in atto l'attività estrattiva in assenza delle prescritte autorizzazioni regionali come pure di quelle necessarie ad operare all'interno del Parco nazionale dell'Alta Murgia.
Quattro i soggetti, tutti di Trani, tra amministratori delle ditte ed esecutori materiali, segnalati a vario titolo alla Magistratura competente di Trani per le violazioni alla normativa ambientale a tutela delle aree protette e di quella paesistico-ambientale posta a protezione dei concatenati vincoli paesaggistici e naturalistici.


