Integrazione sociale, lotta allo stigma, sviluppo delle competenze manuali, creazione di "saperi" e soprattutto sostegno all'autonomia personale: sono questi gli obiettivi del laboratorio di Sartoria Sociale, organizzato da Asl Bt e Auser Trani con il sostegno della Fondazione con il Sud.
Al laboratorio partecipano 25 persone tra utenti del Centro di Salute Mentale di Trani-Bisceglie e cittadini: negli spazi dell'ex ospedaletto di Trani per più di un anno si terranno lezioni teoriche e pratiche volte a creare nuovi elementi da stoffe non più utilizzate, materiali in disuso e tessuti donati da cittadini o aziende locali.
Santa, Lucia e Mariangela saranno le insegnanti che guideranno le creazioni di fazzoletti, buste per la spesa, sacchetti per confettate, presine, canovacci, tovagliette, mantelline per parrucchieri, porta rotoli, porta mollette, porta tegami, porta pane, porta posate, grembiuli, calze per dolciumi, cravatte, manufatti all'uncinetto, sciarpe, borse e cuscini per arredo.
Negli spazi destinati al progetto dall'Asl Bt sono state lasciate 4 macchine da cucire, 2 tavoli da cucito e 2 stiratrici: le insegnanti metteranno in comune il loro sapere in un gioco di scambio e di creazione che ha come scopo anche quello di tramandare i vecchi mestieri.
«Qui si parla di salute e di integrazione tra associazioni di volontariato e le istituzioni - dice Narracci intervistato da noi - qui ci sono pazienti assistiti dal nostro dipartimento di Salute mentale che attraversano percorsi di riabilitazione e in realtà come questa vivono la loro quotidianeità con grande speranza».
L'ex ospedale pediatrico, dove si terrà la sartoria, è un luogo storico per la nostra città ed il direttore generale ha annunciato possibili interventi di manutenzione sulla struttura per dargli "nuova luce".
Antonio Corraro, referente Auser Trani, delinea gli obiettivi del progetto: formare persone capaci di cucire. «I prodotti che realizzeremo saranno inviati ai paesi che ne hanno bisogno, siamo in contatto con altre associazioni per raggiungere questo obiettivo. Vorremmo mandarli anche in tutte le Auser di tutta Italia e stiamo facendo accordi di collaborazione con molte aziende, noi andiamo a ritirare materiale di scarto perché da ogni oggetto come gli ombrelli riusciamo a recuperare materiale utile per realizzare un manufatto».
Quanto durerà questo progetto? «Loro parlano di progetto, per l'appunto. Io mi auguro sia un progetto di 50 anni».




