«I tumori stanno aumentando? Si, perché è aumentata la aspettativa di vita sia per le donne che per gli uomini. I tumori sono meno aggressivi negli anziani? Assolutamente no, anzi trovano un organismo meno "attrezzato" per combatterli. Si può curare un tumore in un anziano? Curare si può e spesso si deve: la neoplasia è una malattia soprattutto dell'anziano».
Questi i tempi intorno ai quali oggi, sabato 30 maggio, presso palazzo San Giorgio, si concluderà il convegno dal titolo "I linfomi dell'anziano: attualità e prospettive". L'evento è organizzato dal dottor Giuseppe Tarantini (capo struttura del reparto di Ematologia dell’ospedale di Barletta), con il sostegno dell’Asl Bt.
I linfomi sono una patologia ad elevata incidenza negli anziani, ed anche in tale fascia di età presentano valide possibilità di trattamento e di cura. Tuttavia la popolazione degli anziani con linfoma è eterogenea: per i soggetti in buone condizioni sono proponibili le terapie già utilizzate con successo nei giovani, mentre per i pazienti con comorbidità importanti è necessario garantire una buona qualità di vita.
Al fine di proporre terapie adeguate al paziente è necessario pertanto integrare in un approccio multidisciplinare le diverse professionalità: ematologi, oncologi,radioterapisti, geriatri, internisti, infettivologi ed altri specialisti, senza dimenticare il ruolo precipuo ed essenziale che hanno l’infermiere ed il medico di medicina generale. È indispensabile perciò un’iniziale valutazione delle caratteristiche cliniche del paziente che sia completa, accurata e riproducibile.
In tale direzione si sono mossi gli sforzi della Fondazione italiana linfomi nel preparare e diffondere, anche attraverso meeting a sfondo educazionale come questo, strumenti che permettono la stratificazione dei soggetti nei diversi protocolli clinici in base ad una valutazione geriatrica multidimensionale (CGA). Successivamente nel corso del trattamento e nelle fasi successive è necessaria una attenzione particolare alla diagnosi ed al management di tutte quelle complicanze che possono compromettere l’esito della cura e la qualità di vita in una popolazione così delicata: tra queste ricordiamo quelle infettive di diversa etiologia (batterica, virale, fungina) che stanno assumendo un’importanza crescente con l’impiego dei nuovi farmaci disponibili; le citopenie, l’emesi, le problematiche cardiologiche, renali, respiratorie ed infine, con importanza preminente sulla qualità di vita, il dolore nei suoi diversi aspetti.

