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Cattedrale di Trani, i sessanta del Rotary ed il trionfo di cinque giovani pianisti

Cinque Concerti che, insieme, fanno l'integrale delle opere per pianoforte e orchestra di Rachmaninov, eseguite per la prima volta in Puglia in due serate con altrettanti giovani pianisti e l'Orchestra Filarmonica di Bacau.

Nella prima serata, dedicata all'immenso pianista Aldo Ciccolini, recentemente scomparso, si sono esibiti Viviana Lasaracina, Stefania Argentieri e Vincenzo Maltempo. Nella seconda, in memoria di Vincenzo Soldano, compianto presidente dell'Associazione musicale "D. Sarro", è stata la volta di Stefano Guarascio e del tranese Alfonso Soldano.

Il gala in due serate, che la Basilica Superiore della Cattedrale di Trani ha ospitato in occasione della festa per i sessant'anni del Rotary club cittadino sono state introdotte dal Presidente in carica, Orazio Aversa, e dal predecessore, Elisabetta Papagni e sono state oggetto di oblazioni in favore di Telethon, grazie al sostegno di Bnl e fondazione Megamark.

Il concerto che ha aperto questa preziosa maratona è stato il Primo Concerto Op. 1 in fa diesis minore, affidato alle mani di Viviana Lasaracina, pianista tarantina dalla prorompente personalità che ha saputo ben rendere tutta l'energia passionale di questo lavoro giovanile e ispirato al tempo stesso, che tanto entusiasmò Tchaikovsky.

È stata poi la volta della particolarissima Rapsodia su un tema di Paganini Op. 43, interpretata con grande senso della proporzione, con versatilità ed eleganza dalla pianista brindisina Stefania Argentieri; questo lavoro, inizialmente concepito come musica di scena per un balletto, ha conquistato il pubblico nella celeberrima e toccante diciottesima variazione.

A chiudere in bellezza la prima serata il pianista Vincenzo Maltempo, ormai tranese d'adozione, con il Concerto n. 4 Op. 40 in sol minore. Questa opera matura e forse la più complessa del compositore russo - per la novità del linguaggio e la modernità dell'orchestrazione e della parte solistica -  è stata godibile anche per il pubblico meno "addetto ai lavori" grazie alla straordinaria abilità strumentale e alla sensibilissima vena armonica, capace di esaltare l'esoticità dei particolarissimi temi di questo concerto.

La seconda serata si è poi aperta con il famosissimo ed eterno Secondo Concerto in Do minore op.18, eseguito con estrema precisione e cura dal pianista leccese Stefano Guarascio; nell'arco delle bellissime melodie del Concerto ha saputo affascinare il pubblico grazie alle sue doti ed al suo totale dominio della partitura, fino al punto culminante del fragoroso finale.

Questo grande evento si è chiuso con il Terzo Concerto in re minore Op. 30, meglio conosciuto come "Rach3", affrontato dal pianista tranese Alfonso Soldano. L'opera in questione, composta all'apice della carriera pianistica dell'autore, è nota per la scrittura pianistica particolarmente densa e per la sua lunghezza - di quasi 50 minuti - che sicuramente mettono a dura prova il solista. Alfonso Soldano ha domato il Rach3 con grande temperamento, con una vena lirica sincera e appassionata. Alla conclusione del Concerto, il pubblico ha acclamato i solisti a gran voce e, giustamente in piedi, gli hanno tributato un lungo applauso.

Non vi è dubbio che Trani avesse bisogno come il pane di tornare ad ascoltare musica di alto livello, perfetta fusione tra cinque pianisti di strepitoso talento e roseo avvenire, ed una compagine orchestrale di spessore, il cui storico direttore, Ovidiu Balan, ancora una volta s'è posto al servizio dei giovani solisti, assecondandone l'estro e confermando che in questo territorio, e principalmente  a Trani, resta una voglia matta di suonare che le istituzioni dovrebbero favorire e coccolare, anziché considerarla quasi un fastidio.

Intanto, grazie a questo doppio evento, si sono ricreate le condizioni per fare ritornare in auge lo storico concorso pianistico "Città di Trani", che la "Domenico Sarro", grazie alla passione comune di Cinzia Falco e Vincenzo Soldano, aveva portato avanti per tanti anni, contribuendo a forgiare musicisti di fama internazionale. 

Adesso, dopo la fisiologica pausa, ma con l'eredità di cui si sta facendo carico Alfonso Soldano, e grazie alle inesauribili energie del Maestro Cinzia Falco, c'è da scommettere che ritornare ad occuparci attivamente del Concorso sia solo, e semplicemente, questione di tempo.

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