La Corte dei conti continua a dettare i tempi dei servizi pubblici a Trani. Per ridurre i costi della spesa ordinaria, secondo quanto prescritto dall’organo contabile dopo la famosa pronuncia del 19 febbraio, il dirigente dell'Area lavori pubblici, Giovanni Didonna ha chiesto e ottenuto dal commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, la rimodulazione dei seguenti servizi: pulizia, custodia e manutenzione ordinaria dei bagni pubblici cittadini, della villa comunale ed impianti sportivi; pulizia, custodia manutenzione e dotazione dei bagni presso villa Bini; pulizia degli uffici pubblici comunali; manutenzione del verde pubblico; pulizia dei viali di civico cimitero, villa comunale e villa Guastamacchia; pulizia degli Uffici giudiziari.
Alla riduzione dei costi di questi servizi, ordinata dalla Corte dei conti si giungerà attraverso un'ulteriore riduzione dell'apertura al pubblico dei bagni della villa comunale (dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20). Per piazza della Repubblica è prevista la pulizia e manutenzione dei bagni in quattro interventi; dalle 7 alle 7 30; dalle 10 alle 10.30; dalle 16 alle 16.30; dalle 19.30 alle 20. In piazza Duomo, nonostante siamo nel cuore turistico della città, i bagni saranno aperti dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 18.30. In via Alvarez, alla fermata dei bus turistici, dalle 10 alle 12 e dalle 16.30 alle 18.30. A Colonna non è previsto nessun servizio nel mese di giugno.
Al tensostatico i bagni saranno puliti dalle 7 alle, 9 al palazzetto dalle 9 alle 11, al campetto di via Imbriani dalle 7 alle 8, al cimitero dalle 9 alle 10, alla Darsena dalle 7 alle 8, a villa Bini dalle 8 alle 8.45, dalle 11.45 alle 12, dalle 16 alle 16.45, dalle 19.45 alle 20.
Non cambieranno gli orari, ma sarà applicata una riduzione del 5 per cento sui relativi costi, i seguenti servizi: pulizia degli uffici pubblici comunali; manutenzione del verde pubblico; pulizia dei viali di cimitero e villa Guastamacchia; pulizia degli uffici giudiziari.
I servizi in proroga scadono il 31 maggio e, dal 1mo giugno dovrebbe prevedersi un’altra proroga tecnica nell’attesa dei bandi: alle nuove condizioni, però, le cooperative affidatarie potrebbero non aderire. Ovvero, qualora dovessero farlo, potrebbero lasciare a casa lavoratori stare nei costi. E saremmo in presenza, quindi, degli scenari ipotizzati dal sindaco Flp, che ha parlato di «crescente ed incontrollabile clima di tensione sociale».


