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La diocesi di Trani festeggia i sessant'anni di sacerdozio di don Peppino Asciano: oggi, solenne concelebrazione a santa Chiara

Oggi, sabato 11 luglio, a Trani, presso la Parrocchia S. Chiara, in occasione del 60° anniversario di ordinazione sacerdotale di Mons. Giuseppe Asciano, alle ore 19.00, avrà luogo una solenne concelebrazione eucaristica presieduta da S. E. Mons. Giovanni Battista Pichierri, Arcivescovo di Trani-Barletta-Bisceglie.

A Mons. Giuseppe Asciano abbiamo chiesto una sua riflessione in occasione di questo bel traguardo della sua vita e si espresso con un testo, di cui si porge il testo integrale:

“Lodo e ringrazio il Signore  per il dono inestimabile del sacerdozio del quale mi ha reso partecipe e per gli innumerevoli doni che mi ha elargito in 60 anni di ministero pastorale.

Come in un film scorrono nella mia mente infinite immagini di persone, di incontri, di esperienze vissute in tanti anni di servizio ecclesiale.

Tutte le esperienze pastorali mi hanno arricchito interiormente, mi hanno gratificato, mi hanno dato la gioia di spendermi per il Signore e per gli altri, ma l’incontro e il dialogo quotidiano con le amiche della Casa Penale Femminile di Trani, in qualità di Cappellano, è stata l’esperienza più forte che ha lasciato in me un segno indelebile.

Tutte le persone incontrate nel mio cammino sono presenti nel mio cuore e nelle mie preghiere.

Da tutti ho ricevuto qualcosa, a tutte sono grato. È stata un’avventura meravigliosa!

Non sono mancati problemi, difficoltà, sconfitte, dubbi…ma ne è valsa la pena.

Ho parlato agli uomini di Dio, del suo Figlio Gesù fatto uomo come noi, morto e risorto per noi, del loro amore, della loro misericordia; ho detto parole di conforto, di fiducia, di speranza, di perdono; ho asciugato lacrime…tante…

Ho indicato la via che conduce al Cielo.

Ho parlato a Dio degli uomini, dei loro problemi, delle loro sofferenze, delle loro fragilità, delle loro gioie, della loro bontà, della loro voglia di riscatto, delle loro sconfitte e delle loro vittorie.

Ora, sul viale del tramonto della mia esistenza terrena, come S. Paolo, faccio il bilancio della vita, volgendo lo sguardo verso il futuro: “Ho combattuto la buona battaglia, ho terminato la mia corsa, ho tenuto fede agli impegni assunti, è giunto il momento di sciogliere le vele”.

“Ho combattuto la buona battaglia”, ho combattuto ma non sempre ho vinto, anzi.

Pur con tante sconfitte e tanti limiti, sento la gioia di aver combattuto la buona battaglia, di aver speso la mia vita per Lui.

Non credo di aver realizzato granché nella mia vita, tutt’altro.

Ma ciò che rende bella e interessante la vita non è tanto quello che abbiamo realizzato, ma la capacità di donarci per amore e con amore.

È questo il segreto della felicità.

‘Ho tenuto fede agli impegni assunti’: il giudizio su questo spetta a Dio e mi affido alla Sua bontà e alla Sua misericordia.

‘Ho terminato la corsa ed è giunto il tempo di sciogliere le vele’.

Ho letto in qualche parte che si diventa vecchi quando i rimpianti prendono il posto dei sogni.

Io ho un grande sogno.

Nello studio del catechismo da ragazzo ho appreso che Dio ci ha creati per conoscerlo, amarlo e servirlo in questa vita per poi goderlo per sempre in Paradiso.

S. Paolo usa l’immagine della nave che scioglie le vele verso nuovi e splendidi lidi.

È la meta alla quale dobbiamo tendere con la gioia dell’incontro con Dio.

In questa prospettiva, tutte le cose terrene, anche le più belle, perdono colore.

Ci può essere qualcosa di più grande?”

Nato ad Ostuni il 4 maggio 1931, il sacerdote, dopo gli anni di formazione presso il Seminario Arcivescovile di Bisceglie e presso quello regionale di Molfetta dove ha compiuti gli studi teologici, è stato ordinato presbitero il 10 luglio 1955 per l’imposizione delle mani di S. E. Mons. Reginaldo Addazi.

Ha proseguito gli studi a Roma, presso la Pontificia Università Urbaniana, conseguendo la Licenza in Teologia. E presso l’Università di Urbino ha conseguito le lauree in Filosofia (discutendo una tesi su “La promozione della pace e la comunità dei popoli nella Costituzione Pastorale ‘La Chiesa nel mondo contemporaneo’”) e in Sociologia (discutendo una tesi su “Le condizioni della donna nella società contemporanea”).

Variegati e molteplici gli incarichi pastorali affidati a Don Giuseppe, con i quali l’autorità ecclesiastica ha voluto valorizzare e mettere a disposizione della comunità ecclesiale diocesana la competenza culturale, teologica e formativa acquisita con gli studi effettuati: Vice-Rettore del Seminario Arcivescovile di Bisceglie (1995-1957); sempre qui è stato docente di Lettere (1995-1964) e Padre Spirituale (1980-1993); Vice-Parroco di S. Francesco in Trani (1957-1958), della Cattedrale di Trani (1958-1960), di S. Chiara in Trani (1961-1964); Rettore delle Chiese di S. Toma in Trani (1957-1961), della Chiesa dei Cappuccini (1964-1974), del Santuario S. Antonio (1974-1977), di S. Rocco e Padre Spirituale della omonima Confraternita (1989-2000); Cappellano della Villa Dragonetti (1978-1985); Assistente della F.U.C.I. (1961-1963 1972-1978), del C.S.I. (1968-1972), della Conferenza S. Vincenzo de’ Paoli (1978-1986), Convisitatore Visita Pastorale del 1993-2001-2006. Notevole il suo impegno di docente nelle scuole statali: insegnante di Religione (1958-1992), docente di Filosofia-Storia-Pedagogia e Psicologia (1981-1984), Docente di Storia della Chiesa e di Sociologia presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Trani

Oggi la sua attività di sacerdote è svolta primariamente nell’ambito dell’assistenza spirituale e nella Curia con i seguenti incarichi: Cappellano Casa Madre delle Suore Piccole Operaie (dal 1977), Cancelliere Arcivescovile (dal 1989), Cappellano Casa Penale Femminile (dal 1986),  Canonico Arcidiacono del Capitolo Cattedrale di Trani.

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