Le tre maxi antenne della telefonia resteranno ubicate, lì dove si trovano, anche per i prossimi nove anni. Peraltro, il Comune di Trani incasserà 10mila euro in meno per la loro locazione.
È quanto emerge dall’ultima delibera approvata da commissario straordinario, Maria Rita Iaculli, con i poteri della giunta comunale, relativamente al contratto di concessione in uso dei suoli di proprietà comunale in favore della Inwit, subentrata la Telecom Italia, all'esito dell'esame della richiesta di ridefinizione dei canoni di concessione.
Infatti, proprio quest'anno, si apprestano a scadere i nove anni di esercizio degli impianti di telefonia ubicati, rispettivamente, nel sito Trani San Crispino (nei pressi del casa di reclusione maschile), all'interno del cortile del palazzo di città ed all'interno dell'ex campo di calcetto adiacente il palazzetto dello sport di via Falcone. Tutti e tre gli impianti sono stati eretti nel 2007, a seguito di tre diversi contratti firmati con il Comune di Trani, proprietario concedente le aree.
Ebbene, il 23 gennaio scorso Telecom Italia poneva il Comune di Trani a conoscenza della «attivazione di una serie di iniziative finalizzate all’ottimizzazione delle risorse e contenimento dei costi: tra queste, interventi di razionalizzazione, sulla propria infrastruttura di rete, inerenti l'obbligo di co-ubicazione degli impianti di telefonia. Tali interventi - spiegava Telecom Italia - stanno contribuendo ad una mitigazione dell'effetto visivo prodotto delle infrastrutture di sostegno alle antenne, ad miglioramento del servizio fornito per una più efficiente allocazione degli investimenti, nonché una riduzione dei costi per le concessioni».
Pertanto, «al fine di valutare se inserire nel suddetto piano di smantellamento, riduzione e concentrazione - sottolineava la società di telefonia - anche i tre impianti esistenti nel Comune di Trani», Telecom richiedeva «la disponibilità alla stipula di un nuovo contratto di concessione, tenendo conto sia dei nuovi canoni di riferimento, sia del nuovo quadro normativo», e preannunciando, in mancanza di accordo, l’esercizio del recesso anticipato.
A tal fine, la società proponeva tre diversi prospetti di riduzione del canone, nella misura del 50, 30 e 20 per cento. L’amministrazione comunale, «per scongiurare la perdita di un’entrata certa per l'ente – scrive nella relazione tecnica il dirigente dell’Area lavori pubblici, Giovanni Didonna (soprattutto in un momento storico in cui il Comune di Trani ha pochissimi soldi da spendere, ndr) - per ciascuna ubicazione di impianto», ha accettato la proposta di riduzione del canone nella misura del 20 per cento.
Pertanto, in ciascuno dei tre siti, il gestore pagherà, Iva esclusa, 12.850 euro annuali, anziché gli attuali 16. Il totale, sempre al netto dell’Iva, scende da 48.100 a 38.500 euro. Nel frattempo Telecom Italia ha ceduto il proprio ramo d'azienda alla società Infrastrutture wireless italiane Spa. Dunque, sarà la Inwit, partecipata del gruppo Telecom Italia, a sottoscrivere il nuovo contratto per nove anni con il Comune di Trani.
Tale scenario, a questo punto, confermando l'ubicazione di tutti e tre gli attuali impianti, non solo priva la città di un’entrata, altrettanto certa, di 10mila euro, ma sembra cristallizzare lo status quo dell’antenna di via Falcone, che pareva prossima al trasferimento così da favorire il ripristino del campo di calcetto dell’oratorio di San Giuseppe, soppresso dall’erezione di quel traliccio: ancora una volta, per la parrocchia, un rospo da inghiottire.





