Il problema degli avvisi di accertamento della Tares, relativi al 2013, si estende a macchia d'olio e investe cittadini che hanno regolarmente pagato il tributo ma, adesso, vengono nuovamente chiamati in causa per evidenti errori della macchina comunale.
È accaduto, fra gli altri, ad un utente che ha segnalato il disservizio relativamente alla richiesta, da parte del Comune di Trani, del pagamento di una rata di 46 euro che non avrebbe versato. Invece, lo stesso utente aveva pagato un’unica rata, da 91 euro, assolvendo così al compito di contribuente per quanto riguarda quel tributo nell'anno 2013.
Lo stesso cittadino ha così dovuto inviare un' autocertificazione al Comune di Trani, per dimostrare l'avvenuto pagamento della tassa in un'unica soluzione. «Il problema - fa sapere - è che, nelle mie stesse condizioni, si trovano tanti altri cittadini ai quali, tra l'altro, sono stati inviati avvisi tramite raccomandata con ricevuta di ritorno costati al Comune una somma ingente a carico della collettività». Insomma oltre il danno dei disagi, la beffa di un aggravio di costi evitabile.
Come è noto, l’Ufficio tributi del Comune di Trani ha inviato gli avvisi di sollecito di pagamento della Tares, anno di imposta 2013, indirizzati a coloro che, in base ai dati acquisiti in banca dati tributaria, risultano non avere ottemperato al pagamento del dovuto. È anche vero, peraltro, che a Palazzo di città avevano previsto eventuali errori, precisando che «il contribuente destinatario dell’avviso, qualora dovesse verificare l’inesattezza della richiesta, è invitato a comunicare l’avvenuto versamento, utilizzando il modello pubblicato sul sito internet del Comune di Trani. Il modello dovrà essere presentato presso l'Ufficio protocollo del Comune, unitamente alle fotocopie del documento di riconoscimento e delle relative ricevute di pagamento (modello F24). In alternativa è possibile trasmettere il tutto a mezzo Ped al seguente indirizzo: responsabile.tributi@cert.comune.trani.bt.it».
Nel merito dei problemi che si stanno manifestando, una nota del dirigente del settore, Grazia Marcucci, chiarisce che «l’attività posta in essere, viziata da alcuni problemi di flussi di dati non ascrivibili all’ente comunale, era dovuta ai fini della riscossione diretta e propedeutica all’emissione degli avvisi di accertamento tenuto conto che, ad oggi, risultano non essere stati incassati circa 1.700.000 euro di Tares per l’anno 2013. Poiché, per la prima volta, è stato utilizzato il modello di pagamento F24 e, soprattutto, poiché per la prima volta il Comune ha riscosso il tributo direttamente, era da mettere in conto che una parte di questi solleciti potesse pervenire a contribuenti in regola con i pagamenti. In prospettiva futura, in attesa di adottare strumenti di informatizzazione calibrati sulle necessità dell’ente, è già possibile riscontrare una sensibile riduzione delle anomalie per ciò che riguarda il confronto tra i dati del 2013 e quelli del 2014».

