Si è tenuta ieri sera la fiaccolata per l’ambiente organizzata dal Comitato per il Bene Comune, il circolo Arci di Trani (Hastarci), Legambiente Trani e Libera Puglia.
Una manifestazione volontariamente, e provocatoriamente, piazzata nel mezzo della festa del Carmine, almeno per creare un'interferenza nelle menti dei cittadini più distratti ed indifferenti, più attratti dallo sfavillio delle illusorie bancarelle che dal crepitio di piccole fiaccole della speranza per un ambiente e salute migliori.
Il risultato è stato incoraggiante per certi versi, disarmante per altri: pochi i cittadini tranesi realmente interessati, tanti quelli venuti da Andria. Anche la loro associazione ambientalista, Onda d'urto, è di quelle che fanno sul serio: organizzati, preparati, motivati. Loro sì che erano lì per la fiaccolata. La festa? Un gelato e via.
Il corteo è partito da piazza della Libertà intorno alle ore 20 ed è giunto sul porto, davanti alla zona absidale della chiesa dei Templari, dove i cittadini si sono fermati, hanno ascoltato e posto domande durante gli interventi in programma.
Alla manifestazione ha preso parte anche il sindaco della città, Amedeo Bottaro, il quale, definendo la situazione tranese drammatica, considerando che, se la Bat marcia bene, Trani è un disastro, c’è da lavorare molto e molto rapidamente. «Stiamo cercando le risorse con priorità assoluta di modo da far partire nell’immediato la raccolta porta a porta, unico sistema per arrivare rapidamente a percentuali di raccolta differenziata accettabile. Portiamo in discarica gli stessi rifiuti che porta Andria, benché il nostro comune sia più piccolo».
Ma il problema dei rifiuti richiama anche la questione delle cave dismesse che diventano contenitori di rifiuti illeciti. «In prefettura il comitato dell’ordine pubblico ha messo all’ordine del giorno il problema delle cave per poter monitorare la situazione –continua il primo cittadino -. Stiamo andando avanti, non siamo fermi, anche se ci vogliono tempi lunghi. Ce la stiamo mettendo tutta».
Soddisfazione ed impegno anche dalle associazioni e movimenti che hanno preso parte al corteo, a cominciare dal Comitato per il bene comune, che continua il proprio impegno costante a favore della città ed auspica una collaborazione positiva con la nuova amministrazione, perché si risolvano i problemi inerenti all’ambiente in cui viviamo.
Stesso impegno da parte del circolo Arci di Trani, Hastarci e Libera che mantengono un atteggiamento collaborativo e propositivo. Basti pensare che a proposito della riqualifica delle cave dismesse si stanno ipotizzando luoghi per congressi, o luoghi di cultura. Nessuna utopia, se si considera che ci sono posti del mondo che in questo modo sono tornati a vivere.
“La verità di questa sera è che metà degli uditori è venuta da Andria - commenta, però, Pierluigi Colangelo, presidente di Legambiente –. Dobbiamo smettere di lamentarci e responsabilizzarci. Dobbiamo convincerci che la via d’uscita è la raccolta differenziata. C’è una convergenza di forze, c’è sensibilità, ma i problemi ambientali si sono moltiplicati. Bisogna che si educhi il cittadino. L’abbiamo fatto nelle scuole, vorremmo farlo con gli amministratori di condominio. C’è bisogno di educare e partire dal basso”.




