Il premier, Matteo Renzi, ha difeso il voto del Senato che mercoledì ha respinto, con i voti determinanti di una buona parte del Pd, la richiesta di arresto ai domiciliari del senatore Ncd Antonio Azzollini. «Non siamo dei passacarte della Procura di Trani», ha detto Renzi in una conferenza stampa al termine del Consiglio dei ministri.
Azzollini è indagato per la bancarotta fraudolenta della casa di cura Divina Provvidenza di Bisceglie, e favorevole alla richiesta di arresto si era detta la Giunta per le autorizzazioni di Palazzo Madama, in una decisione assunta con il sì dei membri del Pd. Tuttavia, in seguito, il capogruppo del partito, Luigi Zanda, alla vigilia del voto decisivo dell'aula, aveva preferito lasciare «libertà di coscienza» ai suoi parlamentari.
«Il capogruppo del Pd ha visto le carte su Azzollini - ha detto Renzi -, e si è convinto che sia una vicenda molto complicata su cui il fumus persecutionis potrebbe esserci e ha lasciato libertà di coscienza. Io non so dire come avrei votato, perché non ho letto le carte. Ma considero il voto un segno di maturità, credo alla buona fede e all'intelligenza dei senatori Pd».
Per il momento, a quanto si apprende dall'Ansa, il procuratore di Trani, Carlo Maria Capristo, non intende rilasciare alcun commento.
Qui il video delle dichiarazioni rilasciate dal Presidente del consiglio.

