Correva l'anno 2010, quando S.S. Benedetto XVI volle gratificare con un Suo ringraziamento, ed un augurio per Trani, una mia lirica a rima baciata, e con l'acrostico "Delfino", a Lui inviata e dedicata a San Nicola Pellegrino, in occasione della Sua Festa liturgica.
A distanza di un quinquennio, ripropongo la poesia come segno propizio della devozione tranese per il Giovinetto di Stiri, il quale volle, guidato dalla Provvidenza, venire a Trani per un lungimirante Progetto divino.
Sia il componimento un omaggio per quanti, compreso il Comitato Feste Patronali, hanno fatto tanto, e con notevole dispendio di energie, perché i Festeggiamenti esterni di S. Nicolino non fossero interrotti nel contesto delle difficoltà, nelle quali versa la Città.
Invio, pertanto, "Sancti Nicolai Peregrini delphinus", a codesto Giornale cittadino, affinché voglia pubblicarlo nella versione "on line", a degno ornamento dello spirito delle delle Feste Patronali, ormai imminenti. Scrisse J. J. Juland: "Nous devenons désert sans poésie".
Quel deserto rifiorisca di fede e speranza in questa Trani, che rivendica, pur con affanno, la sua vera identità e le sue origini!
Filippo Ungaro
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Un altro componimento arriva da Francesco Pagano, da anni appassionato e studioso di Trani, cui spesso dedica poesie nel vernacolo cittadino. La festê dê Sanda Nêcaulê ha una versione in dialetto, da una parte, e italiano dall'altra. «La poesia - scrive Pagano - vuole essere la testimonianza di come il popolo tranese si prepari annualmente alla festa cittadina, accogliendo San Nicola con dimostrazioni festose».

