Il sole continua a picchiare forte questi giorni, ma lo fa soprattutto in ambienti maggiormente esposti al calore, soprattutto con riferimento a quelli che si trovano ai piani alti e, ancora più sfortunatamente, direttamente a contatto con i tetti.
È quanto accade anche all’ospedale San Nicola Pellegrino, il cui reparto di Medicina, che rappresenta una delle pochissime strutture complesse rimaste a disposizione del presidio, e che lavora a pieno organico e con risultati di efficienza ed efficacia da sempre lusinghieri, si ritrova in una situazione di microclima alquanto sfavorevole, perché l'unità operativa si trova al terzo e ultimo piano del plesso ospedaliero e, sopra di sé, non ha nulla se non i lastrici solari.
Gran parte del reparto, a sua volta, è esposta in campo aperto all'ingresso di ampia luce dalle finestre delle stanze di degenza e, pertanto, la situazione complessiva è di ambienti non certo dei più vivibili. Purtroppo il vero problema è la mancanza di un impianto di climatizzazione almeno nel cuore del reparto, lungo quel corridoio che lo attraversa da capo a coda, interessando undici stanze di degenza che ospitano fino a 29 pazienti. Ieri, come quasi sempre, tutti i posti letto erano occupati: i pazienti sono distribuiti fra una stanza di degenza da quattro posti letto, tre da uno ed il resto da due. Al loro servizio vi sono un medico di mattina, uno di pomeriggio ed una guardia medica notturna, mentre, per quanto riguarda gli infermieri, tre sono presenti al mattino ed al pomeriggio, due la notte. Nelle quindici stanze di degenza, in alcuni casi vi sono piccoli impianti di climatizzazione, in altri ventilatori a pale. Ma il vero problema, come dicevamo, è costituito dal corridoio, il quale, non adeguatamente temperato, finisce per determinare conseguenze negative sulla vivibilità dall'intero reparto sia per gli operatori, sia, soprattutto, per gli ospiti.
Nei giorni scorsi, il direttore di struttura, dr. Giuseppe Bartucci, aveva già posto l’Asl Bt a conoscenza del problema, soprattutto facendo notare che in questa struttura vengono trattati pazienti che presentano numerosi casi di ipertermia, specie nella stagione estiva, oltre ad avere problemi in ambito respiratorio, cardiocircolatorio e, più in generale, nel sistema di termoregolazione. Per questi motivi, anche in considerazione dell’estenuante lavoro del personale sanitario, si era chiesto di mitigare il microclima ambientale e prevedere, in tempi rapidi, la climatizzazione dell'intero corridoio.
L’azienda, per la verità, un sopralluogo l'ha già compiuto, ed il medico che se ne è occupato ha confermato le perplessità sollevate, dando atto del fatto che la situazione espone pazienti ed operatori a condizioni sfavorevoli, con possibili conseguenze negative sullo stato di salute degli occupanti. Ed il professionista, a sua volta, aveva consigliato di procedere alla climatizzazione degli ambienti secondo criteri di gravità, privilegiando le stanze generalmente occupate da pazienti critici.
Ciò sembra confermare in fatto che lì, in quel reparto al terzo piano, le criticità siano oggettive e, a queste, va posto rimedio davvero nel più breve tempo possibile.



