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Consiglio Comunale, sarà Fabrizio Ferrante il presidente (salvo imprevisti). Lima: «Troppo concentrati, hanno dimenticato di fornirci la delibera»

Sarà Fabrizio Ferrante, salvi imprevisti, il presidente del consiglio comunale che s’insedia stamani. Una soluzione nel segno della continuità rispetto alla passata consiliatura, quando aveva diretto all'assemblea anche con una maggioranza di colore politico diverso dal suo, giacché al governo c'era il centrodestra. Diversi, però, gli scenari e, soprattutto, differente in modo con cui Ferrante, nel corso dell'assemblea di oggi, a partire dalle 9.30, a palazzo Palmieri, dovrebbe tornare a sedersi sullo scranno più alto dell'aula consiliare.

Infatti, l’investitura pressoché ufficiale del presidente uscente, in odore di riconferma, è avvenuta all'esito di una riunione di maggioranza durante la quale si è passati al voto: Ferrante avrebbe prevalso su Tommaso Laurora 11-10, dopo che Carlo Avantario, l'altro aspirante del Pd alla carica, aveva fatto un passo indietro in favore di Laurora. Con una maggioranza costituita da 20 consiglieri, che diventano 21 con il voto del sindaco, Amedeo Bottaro (che ha votato nella riunione di coalizione, e l cui preferenza potrebbe essere stata determinante), Ferrante potrebbe essere eletto già al primo scrutinio e, nel peggiore dei casi, dovrebbe spuntarla al terzo, quando il quorum diventa di 17 voti. Infatti, va tenuto conto del fatto che, nella seduta di oggi, dovrebbero mancare almeno un paio di consiglieri di maggioranza la cui assenza, peraltro, è ampiamente giustificata.

Le reazioni, per il momento si captano con il contagocce. Ma Tommaso Laurora pare non l'abbia presa per nulla bene e l'altra sera, sul suo profilo facebook, aveva rilasciato un post particolarmente polemico, scrivendo di «una soluzione in stile riserbatiano», con riferimento ai famosi «accordi romani» che si narra avessero permesso a Ferrante di diventare presidente nel 2012. Nella mattinata di ieri, però, lo stato risultava cancellato.

Probabilmente può essere stato determinante non solo un eventuale voto del sindaco pro Ferrante, ma, anche, un atto di diverso tipo avvenuto nei giorni precedenti alla consultazione interna, quando Ferrante aveva ritirato una querela nei confronti del neo assessore regionale, Mimmo Santorsola, per fatti avvenuti durante la conduzione di sedute della passata consiliatura. I rapporti fra i due, all'epoca, non erano mai stati idilliaci, e la famosa scena di Santorsola, in piedi per protesta sul suo scranno di palazzo Palmieri, sarebbe passata alla storia come il momento di maggiore frizione all'interno del centrosinistra dell'epoca. Il fatto che i rapporti fra i due si siano ricomposti lascia intendere che Ferrante abbia ricevuto, in questo modo, un appoggio sempre più esteso, e probabilmente decisivo, per la sua nuova elezione.

La minoranza, per il momento, non si espone quasi per nulla, se si eccettua un ironico commento di Raimondo Lima, capogruppo di Fratelli d'Italia: «Si sono così tanto concentrati sull’elezione del presidente del consiglio, da dimenticarsi di fornirci la delibera degli indirizzi generali di governo, che pure è la più importante di questa seduta».


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