«Chi lavora con me, nell'interesse di Trani, sarà la mia maggioranza. Chi proverà, con giochi di palazzo ed ostruzionismo becero, a far prevalere interessi personali o piccoli ricatti, non sarà all'opposizione di questa amministrazione, ma nemico pubblico, e non esiterei un secondo a darne notizia alla città, facendo nomi e cognomi: questa città ha bisogno di respirare aria pulita, aria nuova». Così il sindaco, Amedeo Bottaro, chiudendo gli indirizzi generali di governo, sui quali oggi punta ad ottenere la prima fiducia dal consiglio comunale.
Si tratta di una delibera, di sette pagine, che contengono «non un libro dei sogni - precisa Bottaro - ma quello che intendiamo realizzare. Un bilancio non scarno, ma addirittura da risanare, ed i debiti da saldare farebbero scoraggiare chiunque. Soprattutto – sottolinea - sembrerebbe non esserci spazio per pensare a futuri investimenti. Eppure lo faremo, ricominciando a progettare dotando il Comune di un piano strategico con trenta obiettivi di rilancio che ci consentano di essere già pronti ogni qualvolta viene pubblicato un bando da Regione, Governo o Unione europea. I progetti – pone in risalto il sindaco - non si possono fare quando il bando viene pubblicato, perché mancherebbe il tempo o, nella migliore delle ipotesi, si candiderebbero progetti privi di visione, raffazzonati, quindi poi bocciati come è accaduto sino ad ora».
Perché si cambi scenario, Bottaro nette al centro di tutto non la sua «giunta delle competenze», ma il consiglio comunale, «perché è qui che si deve decidere dello sviluppo e futuro della città. Le commissioni devono diventare luogo di progettualità e discussione, non carrozzoni improduttivi, e Trani non può più perdere tempo». Peraltro, oltre i finanziamenti, Bottaro pensa anche ai progetti di finanza progetti, «che consentiranno all'amministrazione di scegliere il miglior progetto promosso e finanziato da privati».
Ciononostante, serve senso collettivo di responsabilità: «Le urne – scrive il sindaco - hanno determinato una maggioranza ed un’opposizione. Ogni consigliere comunale siede ora in assemblea e risponde alla propria coscienza ed al mandato elettorale del proprio partito, grazie al quale è stato eletto. Io – riprende e conclude il primo cittadino - mi rivolgo a tutti i partiti e consiglieri comunali: siamo in una situazione straordinaria, dobbiamo lavorare con abnegazione per cambiare le sorti di questa città, fermarne il declino e rilanciarla. L’obiettivo da raggiungere è arduo e serve il contributo di tutti. Io personalmente, e l'amministrazione che rappresento, abbiamo la massima apertura e disponibilità nei confronti di tutti i partiti e consiglieri che vogliono cambiare le cose e dare speranza a questa città».
