Piove
«Dovrei tacere su le soglie del bosco se udissi parole più nuove che parlano gocciole e foglie lontane. Ascolta. Piove dalle nuvole sparse. Piove su le caditoie del sottovia di Pozzopiano arse, piove su sbocciati consigli comunali scagliosi ed irti, piove su i debiti di bilancio, che dirti, su le ginestre fulgenti. Piove su i nostri volti immondiziani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri.
Quindi piove, si dissolverà l’olezzo che pervade via Di Vittorio dal martedì al lunedì per le pisciate che ambrano i muri dietro le bancarelle del mercato? Galleggeranno le cacche che fioriscono in piazza fino al mare? Domani rivedremo la macchia bianca transitare da Colonna dopo che la pioggia torrenziale ha sturato le tubature sulla costa?
Ascolta. Piove su le tue ciglia nere sicché par tu piangasi. E piove su i nostri volti silvani, piove su le nostre mani ignude, su i nostri vestimenti leggieri, su i freschi pensieri che l'anima schiude novella, su la favola bella che ieri Trani, m'illuse, che oggi t'illude.
Quindi piove, resto a casa, leggo il giornale. Si allaga il sottovia di Pozzopiano, ci sono i debiti fuori bilancio e Ferrante è presidente. Piove. A Trani solo notizie di repertorio».
