Rete ferroviaria italiana avrebbe in animo di murare il passaggio a livello di via De Robertis, determinando una grave frattura fra il centro urbano ed il quartiere Stadio, zona densamente popolata da quasi diecimila residenti.
Da anni si mormora di questa ipotesi, che sarebbe l'”ultima ratio” di Rfi a fronte all'impossibilità, da parte del Comune, di procedere ai lavori per la realizzazione di un'opera sostitutiva all'attuale passaggio con barriere.
Del resto, troppo tempo ormai si è perso per la definizione di un progetto di cui ancora non si ha piena contezza. Tanto è vero che l'unico reale passo in avanti, se così si può chiamare, è stata l’accensione di un mutuo, di un milione e mezzo di euro, per la realizzazione dei lavori preliminari, vale a dire lo spostamento di tutti i sottoservizi.
Peraltro, anche quest’opera, propedeutica a quella effettiva, si sono incontrati enormi problemi perché, per lunghi anni, la Soprintendenza ha posto un vincolo, apparentemente irremovibile, sul muro di cinta dell’attigua Villa Bini: alla fine, però, con una decisione più elastica, si è convenuto di fare smontare e rimontare il manufatto, garantendo dunque l'esecuzione dei lavori.
Quello che non appare chiaro, però, è il tipo di opera da realizzare, perché già quando il consiglio comunale, nell'ormai lontano 1996, approvò i progetti per la soppressione dei passaggi a livello in città, il previsto sottovia di via De Robertis apparve di complicata realizzazione in quanto curvilineo ed a causa della ristrettezza della sede stradale per una circolazione automobilistica nei due sensi di marcia.
Così, negli ultimi anni si è fatta strada la possibilità invece che il sottopasso sia esclusivamente pedonale, come anche che si realizzi un sovrappasso pedonale, evitando qualsiasi tipo di escavazione. E questo significherebbe porre definitivamente fine all'ipotesi che prevedeva il prolungamento del sottopassaggio della stazione ferroviaria fino in via del Ponte romano. Peraltro, per quell’opera, non ci sono più i fondi in bilancio: il milione di euro previsto fu spostato per la quota parte di contributo del Comune di Trani alla realizzazione dei lavori di allargamento della provinciale Trani-Andria.
Il problema, però, è che il prolungarsi dei tempi è ormai incompatibile con le esigenze di Rfi di dare corso ai lavori di soppressione di tutti i passaggi a livello sulla rete nazionale: laddove si sono definite le opere, si lavora; dove si arranca con i cantieri, si mura. E, così, il comitato di quartiere Stadio, evidentemente raccogliendo indiscrezioni da fonti vicine alle ferrovie, ha acceso nuovamente i riflettori sul problema.
I lavori di spostamento dei sottoservizi di via de Robertis, propedeutici alla soppressione del passaggio a livello, sono stati finanziati dal consiglio comunale a novembre 2013 e sarebbero dovuti partire nel 2014. Gli unici atti concreti, però, sono solo di natura tecnica e finanziaria. Infatti, il Comune ha acceso un mutuo di un milione e mezzo di euro, mentre una somma complessiva di 70mila euro, equamente ripartiti fra i due professionisti, è stata liquidata lo scorso mese di gennaio agli ingegneri, Nicola Romanelli ed Antonio Caruso, per la progettazione definitiva delle opere di spostamento dei sottoservizi. Il progetto preliminare era costato 13mila euro, con la liquidazione s’è arrivati a 83mila, ovviamente coperti dal finanziamento erogato dalla Cassa depositi e prestiti per l'esecuzione effettiva di tutte le opere previste preliminarmente allo scavo del sottovia.
Va precisato che, per convenzione, lo spostamento delle reti di acqua, luce, telefono e gas deve essere a carico del Comune, mentre il sottovia vero e proprio a cura di Rete ferroviaria italiana. Ma questo lungo stallo si aggiunge alla catena di problemi intorno all'ultimo passaggio livello in città, già teatro di incidenti, malfunzionamenti, disagi e, persino, un sequestro penale preventivo, disposto dalla Procura della Repubblica di Trani esattamente nel mese di agosto di otto anni fa.

