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Altri sette chilometri e mezzo di cavi di rame rubati nell'agro di Trani: senza corrente anche il canile. Danni ingenti per Amet

Questa volta, a risentire dei danni, è stato anche e soprattutto il canile rifugio San Francesco, che ospita almeno duecento animali, rimasto fino a ieri senza corrente elettrica a causa dell’ennesimo furto di cavi di rame nell'agro di Trani. Ed è stato il secondo furto dal bottino più cospicuo da quando, purtroppo, ha preso piede l'attività delinquenziale ai danni delle strutture portanti per la fornitura elettrica nel territorio cittadino, urbano ed extraurbano: tre fasi di cavi, ciascuna di due chilometri e mezzo, per un totale di sette chilometri e mezzo di rame rubato. Una quantità impressionante, per una tonnellata circa di peso ed un valore sul mercato nero intorno ai 5mila, tutt'altro che trascurabile anche se difficilmente paragonabile ai danni causati all’Amet.

Infatti, gli operai dell’azienda stanno tuttora lavorando per la sostituzione del cablaggio asportato. Tuttavia, oltre la necessità di piazzare nuovi cavi (che ovviamente saranno in alluminio, metallo decisamente meno nobile e quindi non ricercato dai ladri) dovranno addirittura sostituire 7 pali gravemente danneggiati durante l'operazione, giacché i ladri hanno agito con la classica tecnica del bastone e cesoia: il primo isola la rete e la seconda, tirata da una fune permette di tranciare i cavi. Il colpo di frusta di questi, durante la loro discesa, ha danneggiato in maniera irreversibile sette sostegni.

A prescindere dei pali, è il lavoro intero che richiede tempi lunghi per la sua complessità. Infatti, mentre per i ladri è molto più agevole tagliare e fare cadere i cavi sul suolo, dall’alto verso il basso, gli operai devono, al contrario, utilizzare le autoscale e stendere i nuovi cavi lungo le campate che, per il momento, ne sono rimaste sprovviste. Bastano sei persone bene organizzate, oltre che capaci di mettere mano su linee elettriche in tensione, per compiere il lavoro in non più di due ore: due, in cima, tagliano; due sul terreno, raccolgono, avvolgono e caricano su due furgoni con altre due persone, alla rispettiva guida, che seguono a debita distanza le operazioni. Amet, invece, avrà bisogno di giorni, se non settimane, anche se già ieri dovrebbe essere avvenuto il ripristino della fornitura al canile.

Il furto è avvenuto, per due notti consecutive, nella contrada Gesù Maria, nei pressi della provinciale per Andria e della casa di reclusione, e ha riguardato, oltre il canile San Francesco, anche utenze sparse. L’Amet ha denunciato l'accaduto nella prima occasione ai Carabinieri, nell’altra ala Polizia, con la speranza non tanto che trovino i responsabili, quanto, piuttosto, i ricettatori: da qualche parte, e forse neanche tanto lontano, ci deve essere sicuramente un luogo di riferimento, un capannone attrezzato (e probabilmente schermato), qualcuno cui affidare quanto asportato e farsi pagare il lavoro portato a termine.

Ecco perché dall'azienda, arriva soprattutto un appello a chiunque, fra contadini, residenti e passanti, noti strani movimenti per le campagne, soprattutto di giorno. L’invito è a segnalare alle forze dell'ordine quanto sta avvenendo perché, probabilmente si tratta di sopralluoghi finalizzati ai furti notturni di cavi di rame.


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