«Ciò che preoccupa è la continuità di una gestione che continua ad essere in perdita, nonché la mancata adozione di adeguati correttivi, come si evince del verbale di approvazione del bilancio 2014». Così Antonio Procacci, coordinatore di Trani a capo, intorno alla crisi di Amiu Spa. «Dalla “giunta delle competenze” – spiega l’ex candidato sindaco - ci saremmo aspettati, in sede di approvazione di bilancio, un piano previsionale a medio termine (2015-2017) che evidenziasse innanzitutto le iniziative intraprese dall’organo amministrativo, già nel corso del 2015, per contenere la perdita che, presumibilmente, la società ha continuato a generare fino alla data di approvazione del bilancio e successivamente, preso atto delle reale debitoria, un percorso di uscita dalla crisi anche tramite le accennate operazioni straordinarie».
La società, come scritto in altro spazio, attualmente si trova ad operare con capitale negativo, «e l’assemblea per la ricostituzione del capitale – ammonisce Procacci – doveva essere convocata senza indugio. La materializzazione della perdita era già nota da tempo e, nonostante questo, si è differito il termine di approvazione del bilancio ben oltre i 180 giorni consentirti per legge, aggravando una situazione già fortemente deficitaria».
Anche sul nuovo Piano economico finanziario Procacci ha qualcosa di dire: «L'importo, che sfiora i 12 milioni di euro all'anno, è di gran lunga più elevato rispetto a città limitrofe che hanno, grosso modo, la stessa estensione e numero di cittadini, gli stessi costi di smaltimento dei rifiuti e, francamente, sembrano anche più pulite di Trani. Solo che loro non hanno un'azienda di proprietà, ma si affidano all'esterno. In tutto questo c'è da dire che il collegio sindacale, nella relazione al bilancio, manda chiari segnali d’allarme circa la capacità della società Amiu di continuare ad operare in continuità aziendale».
Peraltro, oltre l’aumento della Tari, «il problema – conclude Procacci - non finisce qui, ma fra un anno, quando sarà approvato il bilancio 2015 dell'Amiu, con conseguente immaginabili sulle nostre tasche. Mentre l'amministrazione "delle competenze" starebbe valutando di acquistare da Amiu la ricicleria, operazione persino peggiore di quella di via Montegrappa con Amet), oppure Amiu fallisce. Ed alle conseguenze di quest'ultima eventualità non voglio neanche pensare».
