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L'Estate di Trani gratis e «utile»: non sempre ci siamo accorti delle differenze e, soprattutto, abbiamo risparmiato mezzo milione

Nessun concerto, né chiacchierate con personaggi famosi, né contest della pasta al forno. L’Estate tranese sta proseguendo all’insegna dell’apparente basso profilo e concreto alto risparmio.

Molti degli appuntamenti del cartellone, evidentemente allestito in ritardo e, opportunamente, mai presentato (non se ne avvertiva l’esigenza) si sono già tenuti. Altri, e non pochi, sono previsti a settembre e, intanto, già si può tracciare un bilancio economico mettendo a confronto le due ultime stagioni.

Ebbene, se è vero, come è vero, che Trani pagherà per i prossimi trent'anni una parte dei debiti contratti dalle precedenti amministrazioni (11 milioni di euro dalla pulizia dei residui attivi e passivi da spalmarsi in trenta rate, da 366mila euro ciascuna), allora la prima è stata già coperta (con un avanzo tutt’altro che trascurabile) dai soldi non spesi per l'Estate tranese.

Infatti, facendo un rapido calcolo di quanto sono costate le manifestazioni lo scorso anno e di quanto non costeranno quest'anno, in cui il Comune ha chiesto ed ottenuto da oltre venti soggetti l'allestimento di eventi a costo zero per l'ente, si risparmieranno almeno 500mila euro.

Il confronto tra alcune manifestazioni tenutesi lo scorso anno, con oneri, e quest'anno, senza, è già particolarmente indicativo. Basti pensare, per esempio, che la Settimana medievale, che lo scorso anno aveva ricevuto un contributo di 25mila euro, quest'anno si è rifatta quasi nello stesso, identico modo, senza un solo euro versato dal Comune, ma soltanto grazie alla copertura degli sponsor. Il programma non ne ha risentito, anzi gli spettatori sono clamorosamente aumentati, e questo fa comprendere che, probabilmente, finora si era stati un po’ di manica larga, per usare un eufemismo.

Anche la festa patronale è stata di buon successo, nonostante il ridimensionamento del programma del venerdì e, per il momento, è stata coperta da impegni di spesa assunti dal Comitato feste patronali (che ha accantonato finora circa 5mila euro) con i fornitori. Lo scorso anno i festeggiamenti furono sicuramente destinatari di un contributo di 60mila euro e, ove mai quest'anno un contributo comunale ci fosse, sarebbe evidentemente minore.

Calici di stelle ha lasciato Trani per passare a Bari, con una scelta che, inizialmente, aveva destato malumori e rimpianti ma che, intanto, ha consentito di recuperare altri 20mila euro. Poi tre associazioni si sono messe d'accordo per realizzare una manifestazione di minore impatto, ma uguale richiamo, «Calice di San Lorenzo», ed è stato anche in questo caso un successo: migliaia di persone hanno invaso lo scorso 10 agosto piazza Sacra regia udienza, degustando vini ed assaporando specialità locali, e tutto questo senza alcun onere da parte del Comune.

In maniera secca, finora, si sarebero risparmiati già 105mila euro per manifestazioni ripetute (o emulate) che anno avuto lo stesso, se non superiore, riscontro di pubblico ed apprezzamenti. Tuttavia, per arrivare a 500mila euro, di strada ce ne vuole.

Giova, però, ricordare che quest'anno sono venuti meno lo spettacolo in piazza di Uccio De Santis (8.600 euro) il Trani film festival (8.000), Il Festival dell'opera (14.000), Pugljazz  (11.000) e, soprattutto il Trani international festival  (333mila euro, secondo i dati ufficialmente forniti lo scorso anno dall’assessore uscente al turismo, Fabrizio Sotero).

A questi vanno aggiunti anche i 20.000 euro di contributo comunale per I dialoghi di Trani, per i quali continua la ricerca di fondi attraverso il crowdfunding e si attendono contributi da parte della Regione Puglia e, probabilmente, anche per mano dei comuni di Barletta ed Andria. Trani dovrebbe metterci qualcosa di suo, ma non certamente i 20mila euro finora riversati agli organizzatori.

Trani, alla fine dell’estate, non avrà speso mezzo milione di euro, ma, dalle risposte della gente sembra non sia cambiato pressoché nulla: porto e centro storico sono rimasti al centro dell'attenzione di tutti, le nuove manifestazioni stanno ottenendo consensi e, nel frattempo, le casse del Comune respirano: mezzo milione, averlo o non averlo, non è proprio la stessa cosa.

E soprattutto, se si facesse così per trent’anni, si eviterebbe di fare pagare ai ulteriormente ai cittadini il costo dei presunti sprechi del passato.


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