Ad una settimana dall'inizio del 22 settembre, I dialoghi di Trani rischiano clamorosamente di cambiare sede.
Infatti, secondo quanto si è appreso da fonti vicine all'organizzazione, la società affidataria dei servizi di biglietteria del castello svevo, La Nova Apulia, su richiesta della Soprintendenza, avrebbe disposto che l'ingresso al castello per gli spettatori della manifestazione fosse quello tuttora in vigore: prezzo intero 6 euro; ridotto 3,50; gratis under 18 ed over 65 anni.
Si tratta di un ticket che tiene conto dell’allestimento di un’importante mostra a carattere nazionale, Archimede, ma forse non delle esigenze delle centinaia di visitatori della “cinque giorni” culturale, che spenderebbero almeno 30 euro.
Si stanno valutando sedi alternative come Palazzo Beltrani e biblioteca Bovio, mentre nel pomeriggio di oggi si terrà una conferenza stampa, alle 17 davanti al castello, con organizzatori (La Maria del porto) e sindaco Bottaro.
«È inaudito minare il diritto di accesso alla cultura - dice il primo cittadino -, compromettendo, con una decisione unilaterale, la piena ed effettiva partecipazione popolare ad un evento come I Dialoghi di Trani. La cultura deve essere esperienza per tutti e di tutti».
«La decisione del raddoppio del costo del biglietto ad una settimana dall’inizio del Festival, con la macchina organizzativa in pieno fermento, programma pubblicato con 82 relatori invitati, 80 eventi e migliaia di presenze attese al castello - scriono gli organizzatori -, rappresenta un durissimo colpo per la manifestazione e per tutta la città di Trani. Il rincaro del biglietto equivale ad un vero “atto di sabotaggio” nei confronti di una delle più importanti manifestazioni culturali di rilievo nazionale».

