Manifesti, striscioni, locandine, brochure ed inviti erano stati già stampati e, per quelli, non c'è più nulla da fare. Ma la decisione, ormai, è ufficiale: I dialoghi di Trani lasciano il Castello svevo e si preparano a svilupparsi, dal 22 al 27 settembre, attraverso un ventaglio di luoghi che il Comune metterà a disposizione della manifestazione: Palazzo Beltrani, sia con la corte, sia con alcune sale predisposte all’uopo; la biblioteca comunale, in particolare con la sala Benedetto Ronchi, piazza Mazzini; piazza Libertà; villa comunale.
E non sono servite neanche ventiquattro ore per operare una scelta definitiva che già era nell'aria: il castello resterà soltanto storia e quell’icona del cortile orientale che pullula di centinaia di uditori sarà soltanto materiale di archivio. «I dialoghi, da oggi, diventano veramente di Trani - dice il presidente dell'associazione La Maria del porto, organizzatrice della manifestazione, Lucia Perrone Capano -, sviluppandosi tra palazzi e piazze. Abbiamo detto stop al balzello che ci era stato imposto dal Polo museale de dal successivo mercanteggiamento del prezzo d'ingresso al castello. I dialoghi non andranno via da Trani, ma, adesso possiamo nel vero senso della parola “generale” (titolo del programma di quest’anno, ndr) una manifestazione nuova nel segno di quella cultura inclusiva per la quale, oggi, i cittadini stanno già festeggiando. Abbiamo operato una scelta in direzione delle loro attese ed in particolare ci stanno ringraziando i giovani, molti dei quali disoccupati e che davvero avrebbero fatto fatica a spendere fino a 30 euro per assistere quotidianamente a delle conversazioni. Sicuramente – prevede - pagheremo lo scotto di questa scelta maturata all'ultimo momento, ci saranno disagi, ma siamo fortemente motivati perché era arrivato il momento di cambiare e, coerentemente, porteremo avanti questa nuova sfida».

