Il sostituto procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Trani, Silvia Curione, ha chiesto il rinvio a giudizio del dirigente dell'Area lavori pubblici dell'Ufficio tecnico, Giovanni Didonna (61 anni), ipotizzando a suo carico l'omissione d'atti d'ufficio.
Infatti, Didonna non avrebbe consentito l'accesso agli atti utili alla difesa degli indagati nell’ambito dell’inchiesta relativa ai lavori eseguiti presso la darsena comunale. In quel fascicolo, lo ricordiamo, quattro persone sono iscritte a vario titolo nel registro degli indagati: il responsabile dell'Ufficio appalti, Edoardo Savoiardo; l'ex comandante della Polizia locale, Antonio Modugno; l'ex segretario generale, Pasquale Mazzone; il responsabile dell'Ufficio darsena, Attilio Cervone.
La dottoressa Curione, non riuscendo ad effettuare l'interrogatorio di Savoiardo, Modugno e Mazzone, i cui legali avevano richiesto, ma non ottenuto, l’intera opportuna documentazione, ha preso atto della indisponibilità dei documenti e, d’ufficio, ha proceduto all'imputazione a carico del dirigente comunale, indicando non solo Savoiardo, Modugno e Mazzone, ma anche lo stesso Comune di Trani quali persone offese, quest’ultimo nella figura del sindaco pro tempore.
I fatti si riferiscono al 9 febbraio 2015, con permanenza, mentre la data dell’udienza preliminare è stata fissata per il 2 febbraio 2016. All'esito della stessa, pertanto, si disporrà il proscioglimento dell'imputato, ovvero il suo rinvio a giudizio. Per la cronaca, l’interrogatorio di Cervone è regolarmente avvenuto lo scorso 11 marzo.

