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Omicidio Zanni, si susseguono le reazioni. Alcuni locali del porto di Trani hanno chiuso, gli altri attendono il lutto cittadino

Solo la pioggia ha frenato, ieri sera, una fiaccolata spontanea, divenuta presidio, che ha provato ad unire istituzioni e cittadini in un momento di comune solidarietà per lo sfortunato Biagio Zanni.

Alcuni locali del porto hanno chiuso, altri hanno lavorato come tutti i giorni. Si attende di farlo, tutti, in caso di proclamazione del lutto cittadino.

Ma la giornata è stata segnata da rinunce ad eventi e messaggi di cordoglio da una parte e voglia che le cose cambino dall’altra.

Per esempio, ieri è saltata la terza e conclusiva parte della festa nazionale di Labdem, e gli organizzatori hanno espresso, per bocca dell’ex sindaco, Carlo Avantario, «ferma condanna per l’accaduto», invocando un consiglio comunale monotematico sulla sicurezza. Anche Possibile Trani ha annullato la raccolta firme per i prosismi referendum: «I tranesi hanno bisogno di fermarsi - dice Eugenio Martello -, ma anche di uno scatto di orgoglio e legalità».

Queste le parole di Antonella Papagni, consigliere comunale del Movimento 5 stelle: «Adesso ci vuole la mano pesante e la ferma volontà di assumersi le responsabilità. Ognuno con il proprio ruolo e senza sconti per nessuno. Abbiamo delle idee da mettere in campo immediatamente e vogliamo condividerle con l'amministrazione. Ne dobbiamo uscire insieme, e dobbiamo fare presto».

Scrive Antonio Procacci, portavoce del movimento Trani a capo: «È il momento di alzare la voce. Segnali ce n'erano stati già tanti, e la sicurezza è una spesa obbligatoria che dobbiamo pretendere, Abbiamo persino un sistema di videosorveglianza teoricamente controllato da vigili urbani, polizia e carabinieri. Dovremmo sentirci al sicuro e purtroppo non è così».

Per Nicola Ventura, consigliere del Pd, «il nostro porto non può più essere ridotto ad un far west. Le istituzioni devono intervenire con la collaborazione di tutti i commercianti che operano in zona, per condividere scelte adeguate ed efficaci per impedire tutto questo degrado».

Per Marina Nenna, consigliere del Pd, «nessuna camionetta dell'esercito potrà impedire che una testa calda giri con un coltello in tasca. E per questo serve molto più di un presidio, perché una coscienza collettiva non ci costruisce in un giorno».

Il suo collega di partito, Tommaso Laurora, afferma che «n è più tempo di riflettere, ma agire. Basta con le frivolezze che non riporteranno in vita nessuno: se in questa città non cambieranno le cose, non ci sarà futuro per nessuno».

«La città scenda in campo per combattere questa barbarie, un graffio nell'anima della nostra Trani», dice il segretario cittadino di Forza Italia Trani, Fabrizio Sotero, a nome di tutto il partito.

Il segretario regionale di Forza Italia Giovani Puglia, Mimmo Lardiello, esprime «sgomento per l’aberrante vicenda. Non è più tempo di attendere vacue e sterili soluzioni di circostanza, ma chiediamo, a gran voce, alle istituzioni tutte di ripristinare quel principio “sacrosanto” di legalità diffusa».

Sul fronte dei commercianti, la Confesercenti è vicina al fratello di Biagio Zanni, Francesco, loro associato: «Invitano i commercianti di Trani ad esprimere la loro solidarietà alla famiglia attraverso modi e mezzi che riterranno più opportuni per ricordare il caro Biagio, colpevole solo di esistere».

Nello sport, il Trani ha giocato a Novoli con il lutto al braccio, al PalaAssi si è osservato un minuto di raccoglimento prima di Juve Trani-Ostuni.


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