Lo scorso giovedì mattina a Trani la Polizia di Stato è intervenuta presso l’abitazione di un pregiudicato agli arresti domiciliari poiché a seguito di un diverbio con una persona armata, era stato ferito ad una coscia da un colpo di pistola. Il ferito presentava solamente un’ustione di primo grado riportando due giorni di prognosi, poiché l’arma utilizzata era una pistola giocattolo modificata.
Agli inquirenti l’uomo spiegava i fatti senza però riferire nulla sul possibile movente: una persona di sua conoscenza si era recata presso la sua abitazione e dopo un acceso diverbio, aveva impugnato una pistola che portava in un borsello ed esploso un colpo di pistola all’altezza della coscia destra, fuggendo.
A seguito di indagini del personale del Commissariato di polizia di stato di Trani l’aggressore veniva individuato nella persona di C.G., pregiudicato 30enne residente a Trani e Sorvegliato di polizia di stato resosi al momento irreperibile.
Informato il pubblico ministero di turno, il personale del locale Commissariato di polizia statale, la Squadra Mobile di Bari e il Reparto Prevenzione Crimine di Bari eseguivano nell’immediatezza alcune perquisizioni e controlli che davano esito negativo.
Dopo incessanti ricerche, il personale del Commissariato intercettava l’uomo a bordo di un’autovettura condotta dalla madre riuscendo a bloccarlo.
All’indagato veniva notificato il provvedimento restrittivo di fermo di indiziato di delitto emesso dal pubblico ministero Marcello Catalano, sostituto procuratore della Procura di Trani ed al termine delle formalità di rito veniva associato presso il carcere di Trani a disposizione dell’autorità giudiziaria.
Ieri, invece, la polizia ha eseguito un altro arresto. Si tratta di Michele Vurchio, 23enne sottoposto agli arresti domiciliari. L’uomo veniva ritrovato a terra nei pressi di un bar e privo di sensi. Trasportato in ospedale per mezzo di un’autoambulanza del 118 veniva dimesso poco dopo per stato saporoso non diagnosticabile. I contestuali accertamenti permettevano di verificare che il soggetto in argomento era un pregiudicato andriese e che era evaso dagli arresti domiciliari. Dopo le formalità di rito l’indagato veniva associato preso il carcere di Trani.
