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Lutto cittadino, Trani ha risposto così. Bandiere, qualche dubbio

La sensazione che le bandiere del palazzo di città (in cui è domiciliato il sindaco di Trani, che ha emanato la relativa ordinanza) non siano rimaste a mezz'asta nel giorno del lutto cittadino appare fondata e confortata dalle immagini.

In realtà, a ben guardare, la bandiera comunale è abbassata, le altre due no. Infatti, il Comune dispone materialmente solo del suo vessillo, mentre può intervenire sugli altri solo in presenza di una comunicazione di partecipazione al lutto della Prefettura, che pare non vi sia stata.

Anche la sede della Provincia di piazza D'Agostino, nonché  scuole di diverso ordine e grado lì presenti, ieri, non hanno badato a fare scivolare le bandiere istituzionali alla base delle aste in segno di cordoglio per la morte di Biagio Zanni. Ma quanto riportato sopra potrebbe giustificare il tutto.

Peraltro, tutti gli istituti si sono preoccupati di osservare, come disposto dal primo cittadino, un minuto di raccoglimento (o una preghiera), alle 10, in memoria dello sfortunato trentaquattrenne di cui, ieri, si sono tenute le esequie. Per un delitto nato, forse, per mano di minorenni, quel silenzio l’hanno osservato proprio centinaia di minorenni: si spera sia stato utile, incisivo, di monito ad abbassare i toni e tornare a fare, sempre, i minorenni.

Molti negozi hanno scelto di abbassare le saracinesche in segno di lutto, altri hanno esposto cartelli per avvisare la clientela della ritardata apertura, c'è chi ha scelto di aprire mantenendo le luci del locale spente e non diffondendo musica,  c’è chi ha aperto e basta.

Il sindaco, Amedeo Bottaro, aveva emanato un'ordinanza che, in realtà, era una raccomandazione morale, lasciata alla facoltà di qualsiasi cittadino di comportarsi secondo coscienza, di aderire o meno a quanto prescritto. Il dolore ciascuno lo vive in maniera soggettiva e lo manifesta in modi diversi.

Da oggi, però, si spera non si reciti più a soggetto, perché si attendono le risposte sul campo. Per prima cosa, la giustizia deve fare il suo corso. Fino in fondo. E, soprattutto, la città attende, con i fatti, più sicurezza e maggiore attenzione alla vivibilità di porto e centro storico.

Questi problemi c'erano prima, ci sono tuttora e non si sono cancellati per lutto cittadino: si attenueranno, si spera scompariranno, solo per scelte politiche chiare e condivise.


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