Il coro degli utenti scontenti si allarga, riempiendosi di voci sempre più accordate sulla necessità che la Tari vada pagata, ma, in cambio è sacrosanto chiedere ed ottenere i servizi. Difficile, in questo momento, dare torto agli operatori economici della zona di via Papa Giovanni XXIII e, segnatamente della strada vicinale Spirito Santo, che una volta collegata direttamente la vecchia statale 16 per Barletta con la provinciale per Andria.
Da anni, quella strada presenta una soluzione di continuità per via del muro che ha soppresso un vecchio passaggio a livello ferroviario, ma proprio lì, nei pressi della frattura intervenuta, si ammassano sistematicamente rifiuti in gran quantità.
Di notte, la zona diventa luogo eletto per coppiette che si appartano e, per il resto della giornata, discarica a cielo aperto a disposizione un po' di tutti: molti non sono neanche tranesi, ma utenti che, spesso, eludono gli obblighi della raccolta differenziata nelle loro città e scaricano nel primo luogo che capita a Trani, preferibilmente approfittando dell'immondizia altrui.
La situazione, adesso, è nuovamente critica ma, in questo caso, chi opera in quella zona chiede di più: «La Tari è aumentata quasi del 50 per cento - fa sapere il titolare di un'azienda calzaturiera del luogo -, e questo perché è aumentato, nella stessa misura, il contratto di servizio tra il Comune di Trani e l’Amiu. Infatti, per quest'anno pagheremo alla nostra azienda 11 milioni di euro, mentre fino allo scorso anno il contratto prevedeva la metà. A questo punto, pretendiamo che anche questa zona sia coperta dal servizio di spazzamento, visto che nel vecchio contratto di servizio non c'era».
La proposta non si può non tenere in considerazione, soprattutto alla luce del fatto che bonifiche periodiche, finora, sono state realizzate dalla stessa Amiu, con servizi straordinari e costi fuori bilancio. In altre parole, vicinale Spirito Santo è una via di Trani e, come tutte le altre, merita un costante ed adeguato servizio di pulizia: diversamente, sarebbe davvero difficile dare torto a chi protesta per una Tari ritenuta iniqua

