Ciò che non si vende va valorizzato, possibilmente non a parole. Da troppo tempo il Comune di Trani sfrutta male le sue proprietà immobiliari, ricavandone poco o, addirittura, lasciandole abbandonate al proprio destino. Spesso, poi, ci ritrova in presenza di occupazioni abusiva, per intervenire sulle quali si toccano nervi scoperti e si scende su delicati e scottanti terreni in ambito sociale.
Ed allora, come si evince dal relativo piano, sono numerosi gli immobili nei quali sono in itinere le formalizzazioni contrattuali in favore degli occupanti e, soprattutto vanno regolarizzate le posizioni degli stessi occupanti con un contratto di locazione previa corresponsione di canone sociale.
In via Papa Giovanni XXIII un appartamento occupato abusivamente è stato oggetto di ordinanza di sgombero, per affidarlo a servizi ed interventi programmati nel Piano di zona dei servizi sociali. Anche l'immobile al primo piano sovrastante la chiesa di San Martino sarà concesso in uso per attività sociali.
Nella delibera si cita anche l'ex convento agostiniano di piazza Gradenigo, da ristrutturare per concessione in uso, ovvero locazione: non si fa riferimento, in questo caso, allo storico contenzioso per la proprietà con l'Asl Bt.
Ancora da chiarire ed approfondire lo stato di diritto sull'immobile in cui ha sede l’Amet: la palazzina di piazza Plebiscito, a distanza di oltre un secolo dalla nascita dell’azienda elettrica, ancora non si comprende se sia proprietà dell’ex municipalizzata o del Comune di Trani. Lo stesso dicasi per la sede aziendale di Amiu, in via Barletta.
C'è anche l'obiettivo di affidare locazione la casa natale di Giovanni Bovio, in via Mario Pagano, anche questa finita in varie occasioni agli onori della cronaca per tentate occupazioni abusive, dopo essere stata per anni sede di un ordine professionale.
Sussiste, intanto il contenzioso tra Comune di Trani ed eredi Guastamacchia per la porzione di terreno adiacente la stessa villa Guastamacchia, in via Sant’Annibale Maria di Francia: qui, come in molti altri casi, si richiede un supplemento di istruttoria per conferire una valorizzazione.
Infine, come la Gazzetta accennava ieri, pur evidenziandone lo stato di profondo degrado, la piattaforma galleggiante presso la darsena comunale sarà ristrutturata e resa strumentale alla stessa darsena.
