Ad aprire il consiglio comunale odierno, un minuto di raccoglimento chiesto ed ottenuto da Aldo Procacci (Trani a capo) in memoria di Biagio Zanni. Il consigliere ha poi chiesto due sedute monotematiche dell’assemblea: la prima sulla sicurezza, muovendo proprio dall’omicidio; la seconda sull’Amiu in crisi, «soprattutto alla luce dell’aumento della Tari a causa dello spropositato incremento del contratto di servizio.
Antonella Papagni (M5s) ha chiesto «che il Comune di Trani esprima formalmente la solidarietà della città a giudice della Procura di Palermo, Di Matteo, oggetto di un possibile attentato, ed il “no” categorico a tutte le mafie».
Raimondo Lima ha ufficializzato la richiesta per l’istituzione del baratto amministrativo, «per cercare di dare servizi alla città e sollievo a persone che non possono pagare le tasse». Lima ha chiesto chiarimenti con riferimento ai fitti attivi di piazza Marinai d’Italia, vale a dire il locale danzante e l’ex pizzeria.
Antonio Florio è tornato sulla richiesta di rinuncia ai gettoni di presenza per due anni, nonché il dimezzamento delle indennità: «Prendo atto che, sul punto, non ho ottenuto ancora risposte, ma i cittadini ci chiedono di fare un sacrificio anche noi ed è difficile dare loro torto».
Francesco Laurora (Verdi) ha parlato di «mancanza di sicurezza persino in villa comunale: anche la domenica non c’è sorveglianza ed i bagni sono chiusi». E ha chiesto chiarimenti sullo stato die lavori di messa in sicurezza della discarica e adeguamento di depuratore e condotta sottomarina.
Per Tommaso Laurora (Pd), «il caso Zanni è la tragica conseguenza del degrado in cui, da anni, è caduta la città. La gente ci ferma per strada e si lamenta delle tasse e della mancanza di sicurezza e controlli. Esistono fondi cui dobbiamo fare riferimento, i Pon sicurezza del Ministero dell’interno per implementare la video sorveglianza, sia con nuove telecamere, sia implementando le esistenti. Ci sono 500 milioni da dividere fra quattro regioni, fra cui la Puglia. Ci basta presentare un progetto ed otterremmo i servizi richiesti a costo zero per il Comune».
Beppe Corrato (Area popolare) ha condiviso la proposta di Procacci per il doppio consiglio monotematico: «La sicurezza ci sta a cuore, ma anche le numerose anomalie di cui l’ingegner Guadagnuolo si è reso protagonista alla guida dell’Amiu. Per quanto ci riguarda, si dovrebbe immediatamente dimettere».
Per Pasquale De Toma (Fi), «il decadimento di valori e comportamenti non è solo a Trani, ma questo non ci esime dal doverci sentire più sicuri». Il consigliere si è, poi, soffermato sul randagismo: «In un anno si sono spesi 100mila, e non 250mila euro. Attualmente, nel rifugio, ci sono 185 cani perché sono aumentate le adozioni. Dal 2009, sono stati sterilizzati e rimessi sul territorio 257 cani, quindi l’intera situazione è sotto controllo. Il miglior canile è quello senza cani».
Carlo Avantario (Pd) è tornato sulle questioni della sanità: «Il pronto soccorso lo completeranno, ma sarà un punto di primo intervento aperto solo fino alle 20. Inoltre, stiamo per perdere sia la rianimazione, sia la gastroenterologia». Anche Avantario condivide la proposta di un consiglio comunale sia sulla sicurezza, sia sull’Amiu, e non gradirebbe la riapertura della discarica.
Nelle sue repliche, il sindaco Bottaro ha precisato che «noi siamo in carica da tre mesi, molti hanno parlato oggi dopo che il centrodestra ha governato dieci anni, facendo disastri. Anch’io vedo disastri, ma non posso eliminarli in novanta giorni. In campagna elettorale ho parlato di un anno, e forse un anno è anche poco. La discarica? Oggi ci stiamo occupando solo della messa in sicurezza, non della riapertura, e questa è la priorità. Sicuramente, una seduta monotematica del consiglio è opportuna per tutte le valutazioni del caso».
Quanto al caso del depuratore, l’assessore Bologna ha chiarito che «l’area di cantiere ha bisogno di essere divisa in due porzioni: demanio e comune. Fatto questo, Aqp potrà avviare i lavori d adeguamento».


