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Residui attivi e passivi, Trani ha ufficialmente riconosciuto il gap da 11 milioni

«Il disavanzo tecnico dall’accertamento straordinario dei residui attivi e passivi è di 11 milioni, e noi lo spalmeremo in rate di 369mila euro l’anno, da pagare in trent’anni come la legge ci permette». Ad affermarlo l’assessore alle finanze, Angelo De Biase, aprendo la discussione relativo sul punto all’ordine del giorno del consiglio comunale.

Anna Maria Barresi, consigliere di maggioranza della Lista Emiliano, auspica «uno staff che monitori tutte le occasioni di finanziamenti, nonché la massima valorizzazione possibile del nostro patrimonio. In questo modo dobbiamo subito abbassare le tasse e ridare slancio all’economia della città».

Francesco Laurora (Verdi) ha chiesto l’accertamento delle responsabilità su chi abbia generato questo disavanzo e, nel frattempo «giostrato sui bilanci facendo leva su crediti che si sapeva fossero ormai inesigibili».

Aldo Procacci (Trani a capo) si è detto non del tutto convinto della esigibilità di crediti tuttora iscritti nel bilancio e, allo stesso modo, «non ci è parso di trovare le motivazioni della cancellazione di molte voci». Inoltre, dubbi sui crediti riscossi tramite Equitalia e su anticipazioni di tesoreria non restituite.

Richieste di chiarimenti sono arrivate anche Tonino Florio, soprattutto con riferimento ai crediti «di difficile e dubbia esazione al 31 dicembre 2014».

Rispondendo all’assemblea, De Biase ha confermato che «è vero che si sta applicando il principio dell’armonizzazione contabile, ma è anche vero che i dirigenti dovrebbero, annualmente, realizzare tale attività, mentre a Trani non si è fatta per molti anni».

Queste le dichiarazioni di voto. Beppe Corrado (Area Popolare): «Avrei voluto votare, dando il parere favorevole, ma non posso perché non mi sono arrivati gli allegati, quindi non sono stato messo in grado di esprimere il mio parere».

Dichiarazioni di voto contrario anche da parte di Luisa Di Lernia (Movimento 5 stelle) ed Emanuele Tomasicchio. Così Di Lernia: «Esprimo voto contrario perché in questi sedici milioni ci potrebbero essere delle cifre recuperabili, con un minor danno per i cittadini. Non sono soddisfatta delle risposte di assessore, dirigente, revisore». 

Tomasicchio: «Esprimo voto contrario perché il 22 luglio c'è stato un conto consuntivo del comune senza giudizio dei revisori, che oggi apprendo dalla stampa era negativo, e invece l'1 agosto il consuntivo dell'Amiu. Sono contrario perché i bilanci delle partecipate dovrebbero confluire nel bilancio della controllante».

Con 18 voti favorevoli, 5 contrari, 2 astenuti, la mozione è stata approvata.

Chiesta ed ottenuta una pausa di trenta minuti, i consiglieri si riuniranno nuovamente alle 15.


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